Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (05/03/26)
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Gli investitori acquistano titoli che pagano dividendi elevati per ottenere una fonte di rendimento stabile e tendenzialmente sicura, da affiancare ai guadagni che si possono realizzare tramite l’apprezzamento delle azioni (capital gain). Inserire in portafoglio società con alti dividend yield permette di generare flussi regolari, ottimizzare la pianificazione finanziaria ed essere meno soggetti alla volatilità dei mercati.
Ecco un’analisi delle società del Ftse Mib sulla base dei rendimenti attuali, le stime su quelli futuri e le date dei prossimi stacchi di cedola a Piazza Affari.
Perché le società pagano dividendi
Le società scelgono di ripartire i dividendi per diverse finalità strategiche. Innanzitutto, è il modo principale per remunerare i soci, rendendoli partecipi dei profitti conseguiti. Una politica di distribuzione costante o crescente nel tempo funge da indicatore di salute finanziaria: comunica al mercato che l’azienda è solida e ben amministrata, consolidando così la reputazione presso la comunità finanziaria.
Inoltre, un rendimento cedolare interessante permette di ampliare la base degli investitori, attirando soprattutto azionisti orientati al lungo periodo. Sotto il profilo della gestione patrimoniale, distribuire gli utili è anche un modo per allocare la liquidità eccedente, una volta soddisfatti i costi di gestione, gli investimenti tecnici e accantonate le riserve.
Perché investire in dividendi
Per l’investitore, la cedola rappresenta una sorta di rendita passiva, utile sia per integrare le entrate personali sia per alimentare nuove operazioni attraverso il reinvestimento.
Inoltre, poiché il loro valore non dipende direttamente dalle oscillazioni quotidiane dei prezzi, i dividendi possono aiutare a mitigare le perdite in caso di calo dei prezzi, conferendo maggiore stabilità e resilienza all’intero portafoglio.
Approvazione e pagamento del dividendo
L’iter per la distribuzione parte dal Cda, che formula una proposta su entità e tempistiche del pagamento; tale proposta deve poi essere approvata in via definitiva dall’Assemblea.
Nel giorno dello “stacco della cedola”, il valore di mercato dell’azione subisce una rettifica tecnica al ribasso pari all’importo del dividendo stesso. L’accredito materiale della somma avviene generalmente dopo due giorni lavorativi ed è destinato esclusivamente a chi risulta possessore delle azioni prima della data di stacco.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, uno yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
Di seguito le società che hanno già approvato i conti e annunciato il dividendo per il 2026. I dividend yield più elevati si trovano nel settore finanziario, con Banca Mps (11,4%), Nexi (11,0%) e Banco Bpm (8,4%) nelle prime posizioni.
Rendimenti elevati anche per Intesa Sanpaolo (6,9% con un dividendo complessivo da 0,376 euro), Banca Mediolanum (7,1% con la cedola incrementata da 1,0 a 1,25 euro), e Bper (5,7% con un dividendo da 0,65 euro).
Fra le altre, Unicredit (4,6%) pagherà un saldo di 1,7205€ per un dividendo complessivo da 3,1487 euro ed Eni (5,2%) ha deliberato la terza di quattro tranche del dividendo 2026, da 0,26 euro per azione (dividendo complessivo 1,05 euro), mentre Stellantis ha reso noto che non ci sarà alcun dividendo nel 2026.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield |
| Banca MPS | 7,51 | 0,8600 | 11,4% |
| Nexi | 2,72 | 0,3000 | 11,0% |
| Banco BPM | 11,95 | 1,0000 | 8,4% |
| Banca Mediolanum | 17,61 | 1,2500 | 7,1% |
| Intesa Sanpaolo | 5,42 | 0,3760 | 6,9% |
| Azimut | 33,70 | 2,0000 | 5,9% |
| BPER Banca | 11,48 | 0,6500 | 5,7% |
| Unipol Gruppo | 19,95 | 1,1200 | 5,6% |
| Poste italiane | 22,28 | 1,2500 | 5,6% |
| Eni | 20,21 | 1,0500 | 5,2% |
| Enel | 9,64 | 0,4900 | 5,1% |
| Saipem | 3,34 | 0,1700 | 5,1% |
| Snam | 6,48 | 0,3021 | 4,7% |
| UniCredit | 68,44 | 3,1500 | 4,6% |
| Italgas | 10,58 | 0,4320 | 4,1% |
| FinecoBank | 19,64 | 0,7900 | 4,0% |
| Tenaris (*) | 23,18 | 0,8900 | 3,8% |
| Amplifon | 10,56 | 0,2900 | 2,7% |
| Moncler | 54,82 | 1,4000 | 2,6% |
| Lottomatica | 24,48 | 0,4400 | 1,8% |
| Campari | 6,42 | 0,1000 | 1,6% |
| Brunello Cucinelli | 76,08 | 1,0400 | 1,4% |
| Ferrari | 313,60 | 3,6150 | 1,2% |
| Prysmian | 103,20 | 0,9000 | 0,9% |
| Telecom Italia | 0,62 | 0,0000 | – |
(*) Dividendo in dollari
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 5 marzo 2026.
La tabella seguente ordina gli altri titoli del Ftse Mib sulla base del dividend yield stimato, calcolato attraverso i dividendi stimati (a valere sugli utili 2025) e le attuali quotazioni di mercato. Per ogni azione è indicato anche il dividendo complessivo distribuito del 2025 (riferito all’esercizio 2024) e i relativi rendimenti. Sono esclusi dividendi straordinari.
Alcune società, come Stm, hanno pubblicato la trimestrale ma non hanno definito il dividendo 2026. Tim e Fincantieri non hanno distribuito cedole nel 2025 (le ultime risalgono rispettivamente al 2021 e al 2019). La big delle telecomunicazioni dovrebbe tornare a remunerare i soci quest’anno, Fincantieri nel 2028.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Dividend yield stimato |
| Inwit | 8,63 | 0,5200 | 6,0% | 0,5590 | 6,5% |
| Generali Assicurazioni | 34,15 | 1,4300 | 4,2% | 1,5830 | 4,6% |
| A2A | 2,36 | 0,1000 | 4,2% | 0,1000 | 4,2% |
| Terna | 9,91 | 0,3962 | 4,0% | 0,3990 | 4,0% |
| Hera | 4,18 | 0,1500 | 3,6% | 0,1600 | 3,8% |
| Recordati | 48,04 | 1,2700 | 2,6% | 1,5430 | 3,2% |
| Iveco Group | 19,11 | 0,3300 | 1,7% | 0,5340 | 2,8% |
| Diasorin | 69,22 | 1,2000 | 1,7% | 1,2090 | 1,7% |
| Buzzi | 46,68 | 0,7000 | 1,5% | 0,7600 | 1,6% |
| STMicroelectronics (*) | 29,33 | 0,3600 | 1,2% | 0,3710 | 1,3% |
| Leonardo | 60,30 | 0,5200 | 0,9% | 0,5520 | 0,9% |
| Fincantieri | 14,36 | – | – | 0,0050 | 0,03% |
(*) Dividendo in dollari
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 5 marzo 2026.
Le prossime cedole a Piazza Affari
Il 23 marzo Eni stacca la terza tranche (da 0,26 euro per azione) del dividendo. Da Stmicroelectronics è in arrivo la quarta e ultima tranche – pari a 0,09 dollari – del dividendo cash da 0,36 dollari distribuito sugli utili del 2025.
Il 20 aprile sono in programma i dividendi di Banco Bpm, Campari, Ferrari, Mediobanca, Prysmian e Unicredit.
Il 18 maggio sarà una data importante: per il momento, tra le società che hanno già annunciato lo stacco del dividendo per quel giorno figurano Amplifon, Azimut, Bper, Brunello Cucinelli, Finecobank, Intesa Sanpaolo, Italgas, Lottomatica, Moncler, Mps, Nexi e Tenaris (previa approvazione delle assemblee), oltre a Banca Generali.
Per Nexi e Snam bisognerà aspettare il 22 giugno.