Rubriche e analisi Commodity della settimana: gas naturale, geopolitica e stoccaggi sotto pressione alimentano la volatilità

Commodity della settimana: gas naturale, geopolitica e stoccaggi sotto pressione alimentano la volatilità

5 Marzo 2026 09:53

Il future sul gas naturale è tornato al centro della scena con una nuova ondata di volatilità. Dopo il forte balzo di inizio settimana legato alle tensioni in Medio Oriente e al blocco dell’offerta di GNL dallo stretto di Hormuz (snodo chiave da cui passa circa il 20% del petrolio e del gas mondiale,) le quotazioni hanno tirato il fiato, ma il premio al rischio resta ben presente. Scenario geopolitico e macroeconomico dominato dai seguenti trigger monitorare: la guerra Usa–Iran, il suo impatto sulle rotte energetiche ed il livello non confortante degli stoccaggi europei dopo l’ultima stagione di prelievo.

Di seguito il commento tecnico al grafico del future TTF europeo di Amsterdam.

Mercato del gas naturale: la condizione di domanda ed offerta

Caos geopolitico ad alimentare la volatilità sui mercati energetici incendiati dallo scoppio della guerra tra Usa ed Iran. Tra i principali eventi del conflitto emerge l’attacco ad una nave da guerra iraniana al largo di Sri Lanka ed il conseguente blocco del traffico nello Stretto di Hormuz per diversi giorni, scatenando un’ondata di tensione sui mercati con il prezzo del gas naturale alle stelle.

In parallelo, QatarEnergy ha dichiarato “forza maggiore” su alcune spedizioni dopo gli attacchi agli impianti di produzione, con la chiusura temporanea del grande polo di esportazione di Ras Laffan. Si tratta di uno snodo che pesa in modo significativo sull’offerta globale di GNL: qualsiasi interruzione prolungata costringe infatti il mercato a riprezzare l’intero equilibrio di breve periodo. Non stupisce quindi che i future TTF abbiano reagito in modo molto più violento rispetto al gas statunitense, storicamente più ancorato alle dinamiche domestiche. Solo successivamente, con indiscrezioni su possibili aperture diplomatiche da parte di Teheran, il mercato europeo ha parzialmente ridimensionato la reazione, senza però azzerare il premio al rischio.

Altra nota dolente sul fronte europeo riguarda il livello degli stoccaggi. Dopo un inverno meno estremo di quanto temuto, ma in ogni caso caratterizzato da diversi picchi di freddo, i livelli di gas in deposito si attestano sensibilmente sotto la media degli ultimi anni. Tale fattore aggiunto al contesto attuale ha amplificato la reazione del prezzo del TTF.

Situazione opposta sul fronte americano dove la produzione di gas “dry” resta vicina ai massimi storici, sostenuta da un numero di impianti di perforazione in crescita rispetto ai minimi del 2024. Lo scenario che vede la chiusura parziale dell’offerta qatariota potrebbe aumentare l’appeal del GNL americano presso gli acquirenti europei ed asiatici, ma nel breve la capacità di esportazione è già un vincolo.

Punto tecnico sul grafico del future

Il future TTF del gas naturale archivia un avvio di 2026 straordinario, con una performance da inizio anno pari a circa +70%, di cui un impressionante +50% concentrato nell’ultima settimana. Un’accelerazione che fotografa un contesto tecnico radicalmente mutato rispetto ai mesi precedenti e che segnala un cambio di regime potenzialmente strutturale.

Il quadro grafico evidenzia un’inversione che ha trovato pieno consolidamento nelle ultime sedute. La rottura della trendline ribassista di lungo periodo (in rosso) è avvenuta con un breakout violento, sostenuto da volumi in netto aumento ed accompagnato da una volatilità estrema. L’uscita dalla compressione tecnica ha generato un movimento esplosivo, capace di riportare il future su livelli che non si osservavano da tempo.

La fase di accumulazione sviluppatasi all’interno del cuneo (in arancione) ha dunque trovato conferma. Già in precedenza l’RSI a 14 periodi aveva evidenziato una leggera divergenza rialzista (in rosso), anticipando la possibile ripartenza. L’oscillatore ha poi accompagnato il breakout con la violazione delle principali resistenze, rafforzando il momentum e confermando la forza del nuovo impulso.

Per individuare un potenziale target è tuttavia necessario ampliare l’orizzonte temporale. Il prezzo ha testato la resistenza statica (in nero) in area € 60/mwh, livello tecnico di primaria importanza. Solo un consolidamento sopra tale soglia potrebbe aprire la strada a una nuova ondata di acquisti e proiettare le quotazioni verso aree superiori, mentre un mancato assorbimento su questi livelli potrebbe lasciare spazio a ulteriori scossoni, in entrambe le direzioni, all’interno di un contesto ancora altamente instabile.

Il TTF si trova dunque in una fase cruciale con la struttura tecnica che è esplosa al rialzo in attesa di convertire la volatilità in un trend sostenibile oppure in uno nuovo storno degli eccessi.