Notizie banche JPMorgan, Dimon avverte: nel credito tornano dinamiche da pre-crisi

JPMorgan, Dimon avverte: nel credito tornano dinamiche da pre-crisi

24 Febbraio 2026 11:09

Valutazioni elevate degli asset e una concorrenza sempre più intensa nel settore bancario fanno da sfondo, all’intervento di Jamie Dimon durante l’aggiornamento annuale agli investitori di JPMorgan Chase. Il numero uno della banca ha richiamato l’attenzione sui rischi insiti in una fase di mercato in cui redditività diffusa e leva finanziaria crescente alimentano un senso di apparente stabilità, ricordando come ogni ciclo economico sia destinato a invertire la rotta. Quando ciò accadrà, ha avvertito, potrebbe emergere una nuova stagione di insolvenze capace di mettere sotto pressione creditori e comparti oggi ritenuti solidi.

Dimon ha evocato un parallelo con il triennio che precedette la crisi finanziaria del 2008, un periodo in cui l’espansione del credito e i profitti generalizzati portarono molti operatori a sottovalutare i rischi. In un contesto in cui anche il settore finanziario ha risentito nelle ultime settimane delle turbolenze legate all’intelligenza artificiale, il Ceo ha tuttavia ribadito la convinzione che JPMorgan sia ben posizionata per trarre vantaggio dalla trasformazione tecnologica in atto.

Segnali di eccesso nel ciclo del credito

Nel pieno di una competizione sempre più aggressiva nel settore finanziario, Jamie Dimon ha richiamato alla memoria le dinamiche che precedettero la crisi del 2008. Secondo il Ceo di JPMorgan, l’attuale contesto presenta alcune somiglianze con il triennio 2005-2007, quando l’espansione del credito e la corsa ai rendimenti portarono molti operatori ad abbassare gli standard di rischio. In una fase in cui la crescita economica e i margini elevati favoriscono risultati diffusi, il rischio, ha lasciato intendereDimon, è che parte del mercato torni a privilegiare l’incremento del margine di interesse netto rispetto alla qualità degli impieghi.

JPMorgan, ha precisato Dimon, non intende seguire questa strada. Tuttavia, l’osservazione di comportamenti ritenuti imprudenti tra alcuni concorrenti alimenta la percezione che il ciclo del credito possa entrare in una fase meno disciplinata, con possibili conseguenze quando le condizioni macroeconomiche diventeranno meno favorevoli.

Dimon, che ha guidato la maggiore banca statunitense durante la crisi finanziaria del 2008 e ha acquisito due importanti concorrenti poi falliti, ha aggiunto di aspettarsi che il ciclo del credito torni prima o poi a deteriorarsi, pur senza poter indicare con certezza quando.

Tra deterioramento del credito e disruption tecnologica

“In ogni ciclo del credito c’è sempre una sorpresa”, ha affermato Dimon, sottolineando che spesso l’incognita riguarda il settore colpito. «Questa volta potrebbe trattarsi del software, a causa dell’IA».

Il riferimento di Dimon ai recenti casi di difficoltà nel comparto corporate non è casuale. Il collasso della finanziaria auto Tricolor Holdings e del produttore di componenti First Brands Group è stato letto dal banchiere come un segnale anticipatore: la comparsa di un singolo episodio di crisi, ha osservato in passato, raramente resta isolata. In un ciclo del credito maturo, le prime insolvenze possono rappresentare l’avvisaglia di tensioni più ampie, soprattutto nei segmenti più esposti al rallentamento economico o a condizioni finanziarie meno accomodanti.

Parallelamente, i mercati stanno facendo i conti con un nuovo fattore di incertezza: il cosiddetto “AI scare trade”. L’attenzione degli investitori si è spostata sulla possibilità che l’intelligenza artificiale alteri modelli di business consolidati, in particolare nel settore software e tecnologico. Se da un lato l’innovazione viene percepita come motore di crescita, dall’altro aumenta il rischio di revisione delle valutazioni e di ricomposizione dei portafogli, con potenziali effetti indiretti anche sulla qualità del credito in alcuni comparti.

Trading in accelerazione grazie alla volatilità dei mercati

Nel corso dell’aggiornamento agli investitori, Troy Rohrbaugh, co-responsabile della divisione commercial e investment banking, ha indicato che i ricavi dell’area Markets nel primo trimestre potrebbero aumentare di una percentuale nella fascia medio-alta delle “teens” rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Considerando che JPMorgan aveva registrato circa 9,7 miliardi di dollari nel primo trimestre 2025, una crescita di tale entità consentirebbe alla banca di superare per la prima volta la soglia dei 10 miliardi in un singolo trimestre.

A sostenere la performance è stato soprattutto il ritorno della volatilità sui mercati finanziari, alimentata dalle tensioni geopolitiche e dagli annunci di politica economica del presidente Donald Trump. Un contesto che ha riattivato l’operatività della clientela istituzionale e corporate, favorendo un aumento dei volumi di negoziazione. Per JPMorgan, già reduce da un anno record nel trading, il nuovo scenario si sta traducendo in un ulteriore rafforzamento dei ricavi nell’attività di intermediazione sui mercati.