Notizie Notizie Mondo Mercato auto debole a gennaio in Europa. Stellantis controcorrente (+9,1%)

Mercato auto debole a gennaio in Europa. Stellantis controcorrente (+9,1%)

24 Febbraio 2026 10:04

Il mercato dell’Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) parte in rosso nel 2026. Nel mese di gennaio le immatricolazioni sono state 961.382, registrando una flessione del 3,5% rispetto a gennaio 2025 e di ben il 21,6% rispetto al gennaio del 2019, che è l’anno che ha preceduto la pandemia. E ciò mentre nel resto del mondo le immatricolazioni hanno da tempo ampiamente superato il livello del 2019.

Controcorrente Stellantis che ha chiuso il primo mese dell’anno con performance positive, mostrando una crescita di oltre il 9%. Numeri che sostengono il titolo che guadagna la pole position del Ftse Mib, forte di un rialzo di quasi il 3% a quota 6,654  euro.

Stellantis fa meglio del mercato in Europa

Un avvio d’anno in frena per il comparto europeo dell’auto. Non per Stellantis che ha sovraperformato il mercato e i suoi competitor, registrando un aumento del 6,7% su base annua nell’Europa Allargata (+9,1% nell’UE) con una quota di mercato in aumento al 17,1% rispetto al 15,5% dell’anno scorso.

Da Banca Akros, che mantiene un rating buy e un target price di 11 euro sul big europeo dell’auto, “la performance positiva è stata trainata dai marchi Fiat, Citroën e Opel, in crescita rispettivamente di circa il 25%, il 14% e il 13% su base annua”. “Notizie positive per Stellantis, che dimostrano come i modelli reintrodotti di recente in Europa stiano ricevendo un’accoglienza positiva da parte dei clienti”, sottolineano gli esperti di Akros che ricordano che l’appuntamento con i risultati dell’anno fiscale 2025 è fissato per il 26 febbraio, prima dell’apertura dei mercati.

Lo scorso 6 febbraio, il gruppo guidato da Antonio Filosa ha comunicato al mercato un cambio di passo importante. Nell’ambito della reimpostazione del proprio business e mentre si appresta a comunicare il nuovo piano strategico a maggio di quest’anno, ha annunciato un reset del proprio business “per soddisfare al meglio le preferenze dei clienti e per sostenere una crescita profittevole” che comporta una perdita preliminare tra 19 e 21 miliardi di euro nella seconda metà del 2025 e un cash flow dalle attività operative tra -2,3 e -2,5 miliardi. Il free cash flow delle attività industriali è atteso tra -1,4 e -1,6 miliardi.

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Mercato europeo dell’auto e il nodo della transizione energetica

Tornando ai dati complessivi europei di gennaio, per il Centro studi promotor (Csp) la ragione della persistente crisi del mercato dell’auto dell’Unione Europea è ben nota. “Si tratta della politica per la transizione energetica varata dall’UE che ha fortemente penalizzato l’industria europea dell’auto e con l’industria anche l’economia dell’Unione e i livelli occupazionali – spiegano -. Come è noto, il 16 dicembre l’Unione Europea ha comunicato una lieve attenuazione del rigore ecologista, ma per recuperare il terreno perduto rispetto al resto del mondo le misure annunciate non sono certo sufficienti”.

Tra i cinque maggiori mercati dell’area, Germania e Francia fanno registrare un calo su gennaio 2025, mentre Italia, Spagna e Regno Unito hanno messo a segno una modesta crescita. In particolare, la Germania accusa un calo del 6,6% sul gennaio 2025 e di ben il 27% sul gennaio 2019. Anche in Francia si registra un calo del 6,6% sul 2025, ma il confronto con il gennaio 2019 è ancora peggiore di quello della Germania (-30,9%). Risultati migliori (si fa per dire) si sono avuti invece per l’Italia (+6,2% su gennaio 2025 e -14,1% su gennaio 2019), per il Regno Unito (+3,4% su gennaio 2025 e -10,5% su gennaio 2019) e per la Spagna (+1,1% su gennaio 2025 e -21,8% su gennaio 2019).

Osservando questi numeri la constatazione è che per i mercati dell’Europa Occidentale il ritorno ai livelli ante-pandemia è un obiettivo che non è certo a portata di mano. “Per perseguirlo – afferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – occorrerebbe un deciso cambio di rotta nella politica dell’Unione Europea per la transizione energetica nell’auto, politica decisamente fallimentare perché, non solo ha messo in una crisi gravissima il settore dell’auto, ma sta anche ottenendo risultati molto modesti sul terreno della transizione energetica. Basti pensare che, secondo gli ultimi dati resi noti dall’ACEA, nel 2024 la quota delle auto elettriche nel parco circolante di autovetture dei paesi dell’Unione era pari al 2,3%, un’inezia. Indubbiamente nel 2025 si è registrata una accelerazione nella transizione energetica perché la quota delle auto elettriche sulle immatricolazioni è passata dal 18,8% del 2024 al 26,3% del 2025, ma per poter dire che l’auto elettrica è una realtà significativa ci vuole altro”.