Notizie Notizie Mondo Anthropic miete un’altra vittima illustre a Wall Street

Anthropic miete un’altra vittima illustre a Wall Street

24 Febbraio 2026 10:11

Mentre a Wall Street l’AI-fobia torna a risuonare con forza dopo il report di Citrini Research che delinea uno scenario ipotetico al 2028 di boom della disoccupazione e crollo dei mercati, ieri si è materializzato anche un crollo eccellente di uno dei simboli tech di Wall Street.

Anthropic azzoppa IBM

Ieri infatti è andata in scena la peggiore giornata di Borsa degli ultimi 25 anni per IBM. Un crollo di oltre il 13% innescato dall’ennesimo annuncio di Anthropic. La startup di intelligenza artificiale guidata da Dario Amodei ha annunciato che il suo strumento Claude Code può aiutare a modernizzare Cobol, un linguaggio di programmazione eseguito principalmente sui computer IBM.

Il calo di ieri ha portato il saldo di febbraio di IBM a oltre -27%, creando le basi per il maggior calo mensile dal 1968.

“Un tempo, modernizzare un sistema Cobol richiedeva eserciti di consulenti che impiegavano anni a mappare i flussi di lavoro – scrive Anthropic sul suo blog – . Strumenti come Claude Code possono automatizzare le fasi di esplorazione e analisi che assorbono la maggior parte degli sforzi nella modernizzazione di Cobol”.

Rischio tempesta perfetta

Inevitabilmente il nuovo sviluppo annunciato da Anthropic ha fatto tremare IBM, andando ad aggiungersi agli alert AI che nell’ultimo mese hanno inflitto un duro colpo al settore software. I nuovi strumenti di intelligenza artificiale rilasciati da Anthropic così come da OpenAI e Alphabet fanno temere che il “vibe code” (utilizzo dell’intelligenza artificiale per scrivere codice software) consentirà agli utenti di creare le proprie applicazioni, il che diminuirà la domanda di prodotti legacy e peserà sulla crescita, sui margini e sul potere di determinazione dei prezzi delle aziende.

Ibm prova a smontare i timori

“Il valore offerto dal mainframe IBM non ha nulla a che fare con Cobol”, ha scritto ieri Rob Thomas, senior vice presidente di IBM. “Che l’applicazione sia scritta in Cobol, Java o qualsiasi altro linguaggio, la piattaforma offre le stesse garanzie. Il linguaggio non è la fonte di quel valore. La piattaforma sì.”

Va detto che l’idea di un servizio che semplifichi l’utilizzo di Cobol non è una novità assoluta. Anzi. Diverse aziende tecnologiche hanno lanciato prodotti simili e la stessa IBM ha lanciato nel 2023 uno strumento che utilizza l’AI per lavorare con Cobol, aggiornandolo anche a Java, un linguaggio di programmazione più diffuso e moderno.

“Sebbene comprendiamo perché la migrazione al mainframe possa essere percepita come un aspetto negativo per IBM, vorremmo sottolineare che IBM ha già offerto ai clienti diverse opzioni di modernizzazione”, commenta Amit Daryanani, analista di Evercore ISI, che ritiene che i clienti abbiano già la possibilità di migrare dal mainframe “eppure continuano a utilizzare la piattaforma”.