Notizie Notizie Italia Tonfo di Prysmian dopo voci su dazi Usa. Nuovo accordo da 550 milioni in Francia

Tonfo di Prysmian dopo voci su dazi Usa. Nuovo accordo da 550 milioni in Francia

13 Febbraio 2026 12:54

L’ultima seduta della settimana si è aperta in forte calo per Prysmian, che a Piazza Affari ha pagato le nuove valutazioni sulla politica commerciale statunitense. Il titolo è arrivato a perdere terreno in modo marcato, toccando nelle prime battute un minimo intraday a 96,96 euro, per poi attenuare parzialmente le flessioni pur restando tra i peggiori del Ftse Mib.

A orientare il sentiment sono state le indiscrezioni riportate dal Financial Times, secondo cui il presidente Donald Trump starebbe valutando un alleggerimento di parte dei dazi su acciaio e alluminio. Dopo l’introduzione, la scorsa estate, di tariffe fino al 50% e l’estensione delle imposte a numerosi beni realizzati con questi metalli, l’amministrazione americana avrebbe avviato una revisione delle liste, ipotizzando esenzioni mirate, lo stop a ulteriori ampliamenti e l’avvio di verifiche di sicurezza nazionale più selettive su specifiche categorie di prodotti.

Prysmian cede terreno dopo voci su dazi

Le azioni di Prysmian hanno registrato un calo significativo di oltre il 9%, il più marcato da aprile, a seguito della notizia che il presidente Donald Trump potrebbe ridurre i dazi su acciaio e alluminio. Questo sviluppo ha pesato sul produttore italiano di cavi, un attore integrato verticalmente nel mercato statunitense. “La decisione di alleggerire i dazi sull’acciaio e sull’alluminio, tra i primi introdotti nel secondo mandato di Trump, è legata al fatto che, secondo gli economisti, sono in realtà gli americani a pagare il prezzo dei dazi, diversamente da quanto sostiene il presidente, secondo cui sarebbero le aziende straniere a sopportarne l’onere”, spiega il Financial Times.

Secondo gli analisti di Citi, l’annuncio di Trump spiega in parte il ribasso del titolo, sebbene la portata di eventuali modifiche politiche rimanga incerta. Si prevede la fine dei dazi sui cavi in alluminio, ma l’introduzione di dazi più alti sulle materie prime, il che potrebbe avvantaggiare i concorrenti esteri grazie a un accesso a materie prime più economiche. Nonostante questo, gli analisti sottolineano anche il forte slancio del quarto trimestre, sostenuto dalla crescita dei data center e dai prezzi elevati dei metalli, che supportano positivamente i settori industriale e delle costruzioni. In ogni caso, i dazi sui cavi in rame sembrano meno probabili.

Nel frattempo, anche altre aziende del settore, come Rexel (-5,6%) e Nexans (-4,2%), hanno visto un calo nelle loro quotazioni.

Prysmian firma contratto da 550 milioni per la rete elettrica sostenibile

Prysmian ha annunciato la firma di un contratto del valore fino a 550 milioni di euro con Enedis per fornire l’intera gamma di cavi a media tensione necessari alla modernizzazione della rete elettrica francese. L’accordo, che copre un periodo di sette anni, include anche un’opzione per estenderlo di ulteriori tre anni. Questa collaborazione rappresenta un passo significativo nella strategia di Prysmian per consolidare la propria posizione nel settore delle infrastrutture energetiche a livello globale.

Prysmian ed Enedis si impegnano a favore della sostenibilità, con l’obiettivo di accelerare l’adozione di pratiche di economia circolare. Il focus del progetto riguarda l’uso di materiali riciclati, tra cui metalli di base critici, e l’impegno a ridurre le emissioni di carbonio lungo l’intera rete attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili, si legge nel comunicato della società. L’investimento di Enedis prevede l’impiego di cavi specializzati, facilmente integrabili nella rete, che favoriranno l’adozione delle rinnovabili in maniera semplice, efficiente e conveniente, contribuendo a ridurre le emissioni complessive di carbonio. In questo contesto, la Francia si conferma leader europeo nell’ambito della sostenibilità energetica. L’iniziativa si allinea perfettamente con l’ambizione strategica di Prysmian di raggiungere il Net Zero per le emissioni Scope 3 entro il 2035.