Notizie Notizie Italia Decreto Energia, power generation nel mirino. Ecco l’impatto su A2a, Enel, Iren ed Erg

Decreto Energia, power generation nel mirino. Ecco l’impatto su A2a, Enel, Iren ed Erg

13 Febbraio 2026 10:27

Il Governo torna in pressing sui prezzi dell’energia con misure per circa 2,5-3 miliardi di euro. Il Decreto Energia irrompe sui titoli di Piazza Affari. Da A2a a Enel, da Erg a Iren, ecco l’impatto calcolato dagli analisti guardando all’azzeramento dei costi della Co2 e al taglio del differenziale sul prezzo del gas. Intanto in Borsa A2a apre in calo del 2%, Enel cede lo 0,88% ,Erg lo 0,91% e Iren lo 0,5%

Le misure

Tra le misure anticipate  sulla stampa, Equita mette in evidenza la possibilità, in questo caso volontaria, di aderire ad uno “spalma incentivi” sugli asset solari sopra i 20kw. La proposta prevede la facoltà di ricevere un incentivo ridottoval 70% o all’ 85% per il secondo semestre 2026 e tutto il 2027 in cambio dell’estensione della durata dell’incentivo. Di solito questa misura è proposta a parità di NPV ed IRR dei progetti ma comporta un impatto di breve su utili e cash flow.

“Il precedente decreto “spalma incentivi” (anch’esso volontario) ha portato all’adesione di una bassissima quantità di operatori”, scrive Equita.

Un secondo aspetto chiave è la possibilità di utilizzare i proventi derivanti dalla vendita del gas acquisito in emergenza durante il 2022 per ridurre le tariffe di trasporto e distribuzione gas applicate ai clienti finali con priorità sui quelli con oneri più elevati (ad esclusione dei produttori termoelettrici, clienti civili e condomini

Il decreto prevede poi un nuovo bonus sociale per 2,7 milioni di famiglie vulnerabili con un beneficio pari alla metà del costo annuale della bolletta elettrica; il rafforzamento del mercato dei PPA per le contrattazioni di lungo termine; la possibilità di rinunciare agli incentivi residui su impianti rinnovabili che possono essere oggetto di repowering, con la possibilità di partecipare alle aste del FER-X pervun nuovo incentivo (più basso) della durata di 20 anni. E conferma i meccanismi di gas release per forniture a prezzi calmierati agli operatori industriali, nonché la proroga dell’interconnector cioè del meccanismo virtuale che permette di ridurre gli spread di prezzo tra i competitors europei.

Inoltre il governo lavora per separare i prezzi finali dell’elettricità dal costo dei diritti di emissione di CO2. La bozza delinea un sistema di rimborso per i produttori termoelettrici per mitigare l’impatto del sistema di scambio di quote di emissione (ETS) sui prezzi dell’elettricità.

L’impatto sulle quotate

Secondo Equita, la possibilità di accedere a nuovi incentivi ventennali in caso di rinuncia ai vecchi incentivi attraverso il repowering può essere una opportunità di investimento soprattutto per Erg ed Alerion.

L’azzeramento TTF/PSV può avere un impatto di circa 4 €/MWh in riduzione sui prezzi dell’energia elettrica e le discussioni sulla revisione dei meccanismi ETS possono essere invece molto “impattanti sul prezzo dell’energia, con un peso che oggi è di circa 30 €/MWh.

“Riteniamo che la pressione regolatoria sui prezzi energia si stia facendo sempre più pressante anche in ragione di un differenziale Italia/Europa che ha raggiunto i 30 €/MWh rispetto alla media storica pre-covid di 10 €/MWh e alla media complessiva di circa 18€/MWh”.

I titoli maggiormente esposti ad una variazione di 10 €/MWh nei prezzi energia sono i power generator con esposizione a tecnologie dal costo variabile nullo (acqua, solare, vento, geotermico). Tenendo in considerazione le coperture fornite dagli incentivi a lungo temine, gli eventuali PPA, e considerando una diluizione dell’effetto variazione prezzi di circa il 30% per le società con un margine integrato nel retail, le sensitivity ad una riduzione dei prezzi di 10€/MWh riguardano Erg per circa il 2,5% dell’Ebitda; A2A per circa l’1.5% dell’Ebitda; Iren per circa l’1% dell’Ebitda ed Enel per circa lo 0,5% dell’Ebitda (solo per prezzi Italia).

Per Akros, invece,“le aziende con esposizione alla produzione idroelettrica, eolica e solare potrebbero essere influenzate negativamente dalla riduzione dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità”.