Notizie Notizie Italia Piazza Affari: ecco i titoli con le performance migliori negli ultimi 12 mesi

Piazza Affari: ecco i titoli con le performance migliori negli ultimi 12 mesi

10 Febbraio 2026 12:11

Negli ultimi dodici mesi il mercato azionario italiano ha mostrato un andamento nel complesso positivo, riuscendo a mantenere una buona solidità anche in un contesto internazionale segnato da volatilità, tensioni geopolitiche e incertezze legate alle politiche monetarie. Nonostante questo scenario complesso, i principali indici di Piazza Affari hanno registrato progressi rilevanti, pur con differenze marcate tra i vari segmenti per dimensione e tipologia di società. È quanto emerge da un recente studio realizzato dalla divisione di ricerca indipendente PMI Capital Research per IRTOP Consulting, realtà specializzata nei capital markets e partner per le IPO di Borsa Italiana.

L’analisi prende in esame l’evoluzione nell’ultimo anno di FTSE MIB, FTSE Italia Mid Cap, FTSE Italia Small Cap ed Euronext Growth Milan, valutando non solo le performance complessive ma anche le dinamiche di recupero dopo le fasi di correzione, i multipli di mercato, le prospettive di crescita e il livello di liquidità dei titoli.

Piazza Affari: Small Cap e FTSE MIB in evidenza

Dal punto di vista dei rendimenti, le società di minori dimensioni e le grandi capitalizzazioni sono state tra le protagoniste. Il FTSE Italia Small Cap ha registrato un incremento del 28% su base annua, mentre il FTSE MIB ha messo a segno un rialzo di circa il 27%, sostenuto in particolare dalla solidità del settore bancario e dall’interesse degli investitori verso comparti come aerospazio e difesa. Il FTSE Italia Mid Cap ha invece evidenziato una crescita più contenuta ma comunque significativa, pari al 21%.

Più limitata la performance complessiva dell’Euronext Growth Milan, che ha registrato un aumento del 12%. Il dato medio, tuttavia, nasconde differenze importanti tra le singole società: accanto a casi di forte rivalutazione, una parte consistente delle aziende ha mostrato andamenti laterali o negativi, evidenziando un’elevata dispersione dei risultati e una crescente selettività da parte degli investitori.

Il passaggio chiave di aprile 2025

Un momento determinante per l’andamento dei mercati è stato il minimo toccato all’inizio di aprile 2025, in seguito all’annuncio di nuovi dazi statunitensi. In quella fase tutti gli indici italiani hanno subito correzioni comprese tra il 6% e l’11%, riflettendo l’aumento dell’incertezza a livello globale.

La fase successiva ha messo in luce una ripresa a due velocità. Il FTSE MIB ha registrato un rimbalzo di circa il 42% dai minimi, seguito dal FTSE Italia Small Cap con un recupero vicino al 40% e dal FTSE Italia Mid Cap con un progresso attorno al 35%. Più graduale la ripresa dell’Euronext Growth Milan, che si è fermata intorno al 19%, segnale di un percorso di normalizzazione ancora in corso e influenzato anche da livelli di liquidità inferiori rispetto ai mercati regolamentati.

I titoli protagonisti dell’ultimo anno

La dispersione delle performance emerge chiaramente osservando i titoli migliori dell’ultimo periodo. Tra le società quotate su Euronext Growth Milan si distinguono Rosetti Marino, TMP Group, Health Italia, Impianti e Redelfi. Anche nei segmenti Mid e Small Cap non sono mancate performance di rilievo: tra le Mid si segnalano Avio e Danieli & C. Officine Meccaniche, mentre tra le Small Cap spiccano Tesmec, Trevi Finanziaria Industriale ed E.P.H. Il quadro conferma un mercato sempre più selettivo, dove alcune società riescono a trainare la crescita complessiva.

Liquidità in aumento, ma gap ancora evidente per le società growth

Infine, sul fronte della liquidità, l’analisi mette in luce come negli ultimi dodici mesi si è registrato un miglioramento diffuso su tutti i segmenti del mercato italiano. Tuttavia, l’Euronext Growth Milan continua a mostrare livelli strutturalmente più contenuti, legati al minor flottante delle società quotate e a una presenza significativa di investitori con orizzonte di lungo periodo, fattori che riducono l’intensità degli scambi nel breve termine.

Il FTSE MIB resta il segmento con la maggiore liquidità, con un controvalore medio giornaliero degli scambi di circa 79,7 milioni di euro, concentrato soprattutto su titoli come UniCredit, Intesa Sanpaolo e Stellantis. Nel FTSE Italia Mid Cap la liquidità media è salita da 2,2 a 3,0 milioni di euro, trainata in particolare da Avio, Pirelli e Banca Generali. Il FTSE Italia Small Cap ha raggiunto un controvalore medio di circa 344 mila euro, con doValue, Digital Value e Industrie De Nora tra i titoli più trattati. Infine, il FTSE Italia Growth resta il segmento meno liquido, con una media giornaliera di circa 45 mila euro e con Redelfi, Expert.ai e Next Geosolutions tra i titoli più scambiati.