Notizie Notizie Italia Unicredit al test conti: ecco cosa aspettarsi per utili 2025 e dividendo. Orcel atteso al varco su dossier AM

Unicredit al test conti: ecco cosa aspettarsi per utili 2025 e dividendo. Orcel atteso al varco su dossier AM

6 Febbraio 2026 15:05

Lunedì anche Unicredit toglierà il velo dai conti per l’intero 2025 e sarà chiamata a rispondere a Intesa Sanpaolo che ha dato in pasto agli investitori utili record da 9,3 miliardi di euro, oltre le attese degli analisti, accompagnati dal nuovo piano d’impresa che vede i profitti spingersi fino a 11,5 miliardi nel 2029.

Orcel atteso al varco su AM

Nelle ultime settimane nei corridoi della finanza italiana ha tenuto banco il dossier Generali-Unicredit per un deal nel risparmio gestito nonostante la smentita su un vertice imminente tra ceo Donnet e Orcel. La Stampa aveva ventilato un faccia a faccia su asset management, dopo il flop Natixis per il Leone e lo stop ad Amundi per Unicredit (nel 2027). Tra gli analisti c’è chi ha parlato di “solido razionale industriale”, un campione da oltre 500 miliardi di masse gestite, con bancassurance Est Europa già esistente dal 2018. Al momento però trapela che non c’è ancora un dossier maturo né una vera regia industriale.

Operazione invece snobbata da Intesa Sanpaolo che per bocca del suo ceo Carlo Messina ha liquidato queste voci come secondarie (“Non cambia nulla. Mettere insieme un asset manager assicurativo e una rete bancaria non ha senso. Rimarremmo con tre volte le masse di questo eventuale nuovo player”). La palla passa a Orcel che sicuramente sarà sollecitato suyl tema nel corso della call con gli analisti di lunedì mattina.

Lunedì tocca a Unicredit

Il cda di Unicredit chiamato ad approvare i risultati del quarto trimestre e dell’anno 2025 si riunirà domenica 8 febbraio, con presentazione dei risultati al mercato (pubblicazione e conference call del ceo Andrea Orcel) il giorno successivo.

L’istituto di piazza Gae Aulenti è atteso continuare a macinare utili anche se l’ultima parte del 2025 dovrebbe aver segnato un rallentamento. Per l’intero esercizio 2025 il consensus di 16 broker pubblicato sul sito Unicredit indica una stima di ricavi totali oltre i 24,8 miliardi di euro, con un margine di interesse a 13,7 miliardi e commissioni nette in crescita a 8,68 miliardi. Il consensus punta a un utile netto per il 2025 a 10,45 miliardi, dopo aver depurato elementi non ricorrenti e mantenendo in considerazione effetti fiscali e impatti di strumenti AT1/Cashes.

Gli analisti vedono il dividendo in espansione a 3,2 euro nell’esercizio 2025 e ulteriore crescita nei prossimi anni.

Da numeri 4° trimestre non sono previsti sussulti

Relativamente al quarto trimestre, la preview di Banca Akros indica un utile netto di 1.716 milioni (-13% su base annua, contro un consensus di 1.977 milioni). I ricavi sono visti in calo del 5% su base annua che beneficeranno della crescita delle commissioni (+2% su base annua) e dei proventi assicurativi, mentre il margine di interesse netto dovrebbe diminuire del 10% su base annua. “Il risultato netto dovrebbe risentire negativamente delle azioni previste dal management a sostegno della futura crescita della redditività”, asseriscono gli analisti della merchant bank milanese che vede i costi operativi (+3% su base annua) continuare a essere sotto controllo e coefficiente CET1 in area 14,2%.

Per il nuovo anno Akros indica un utile netto 2026 pari a 10.344 milioni di euro, contro i 10,59 miliardi di euro del consensus, per poi salire progressivamente11 miliardi nel 2027 e 11,44 mld nel 2028.

Tra gli analisti prevalgono i buy

Tra gli analisti prevalgono i giudizio positivi sul titolo Unicredit. Il 58,3% dice buy, il 29,2% è hold, mentre il 12,5% è sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 77,67 euro, con quindi un potenziale upside del 5% rispetto ai livelli attuali.

Tra i più positivi spicca Santander con target a 88 euro, mentre Mediobanca lo pone a 86 euro. Bank of America il mese scorso ha alzato il target su piazza Gae Aulenti da 80 a 85 euro indicando UniCredit sulla buona strada per toccare i 12 miliardi di euro di profitti entro il 2027, ossia il 6% sopra al consensus.