Commodity della settimana: Brent, geopolitica ancora sullo sfondo mentre il future scalda i motori
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Aumenta la volatilità sul fronte Brent, guadagnandosi il “titolo” di commodity della settimana. Dopo due sedute in rialzo, il future ha invertito la rotta, penalizzato dalla combinazione di segnali distensivi sul fronte geopolitico e da rinnovate preoccupazioni sulla domanda globale. La notizia dell’avvio di un dialogo tra Stati Uniti e Iran ha smorzato il rischio di interruzioni dell’offerta dal Medio Oriente, mentre dati macro deludenti dagli USA hanno ravvivato lo spettro di un rallentamento economico.
Di seguito l’analisi tecnica sul future del Brent quotato all’ICEEUR.
Mercato del Brent: la condizione di domanda ed offerta
Geopolitica
a fare da padrona nello scenario di mercato per l’oro nero: la conferma da parte di Teheran dell’inizio di negoziati con Washington a Muscat ha avuto un immediato impatto sui mercati energetici, con una riduzione del premio al rischio associato alla regione mediorientale. Il Golfo Persico resta uno snodo fondamentale per l’equilibrio del mercato petrolifero globale: circa un quinto del consumo mondiale transita dallo Stretto di Hormuz, dove anche l’Iran esporta buona parte del suo greggio insieme ad Arabia Saudita, Kuwait, Iraq ed Emirati. Sebbene restino incertezze sull’effettivo esito dei colloqui, l’annuncio ha favorito prese di beneficio dopo il recente recupero dei prezzi. Gli analisti di Aegis Hedging sottolineano che le aspettative divergenti sul contenuto dei negoziati stanno alimentando la volatilità, con gli operatori che ricalibrano le probabilità di escalation rispetto a un possibile scenario diplomatico.
Ad accrescere incertezza e volatilità ha contribuito il recente calo dei dati sull’occupazione privata negli Stati Uniti, che ha riacceso i dubbi su un possibile rallentamento della domanda di carburante. Il mercato teme che un indebolimento del ciclo economico statunitense possa compromettere i consumi energetici nel breve termine. Sul fronte macro, si registra anche una maggior instabilità nel comparto dei metalli preziosi, la quale ha inciso sul sentiment degli investitori verso l’intero comparto delle materie prime.
Dal lato dell’offerta, il mercato monitora con attenzione la dinamica dei flussi commerciali. Le esportazioni di petrolio russo verso la Cina vengono offerte con sconti crescenti, nel tentativo di compensare la perdita della domanda indiana in seguito all’intesa energetica siglata questa settimana tra Washington e New Delhi. Nel frattempo, in Sud America, l’Argentina potrebbe registrare nel 2026 un surplus commerciale energetico record compreso tra $ 8,5-10 miliardi, grazie alla crescita della produzione nella formazione di shale oil Vaca Muerta, secondo quanto riportato da Reuters.
Punto tecnico sul grafico del future
Il future del Brent avvia il 2026 con una performance positiva di circa +12%, mostrando un quadro tecnico in progressivo miglioramento dopo mesi complessi.
L’analisi del grafico daily evidenzia un passaggio rilevante: l’uscita dal canale ribassista (in arancione) che aveva contenuto l’andamento dei prezzi nella seconda parte del 2025. La rottura del limite superiore della struttura suggerisce una rinnovata pressione rialzista e apre lo spazio ad una proiezione tecnica che replica la distanza verticale del canale, indicata dalla traiettoria tratteggiata (in verde).
Il Brent sta inoltre tentando un’inversione di lungo periodo attraverso la rottura della trendline ribassista (in rosso), valida dai massimi precedenti. Il breakout non è passato inosservato dal mercato, come dimostra l’aumento dei volumi nella fase di superamento della resistenza dinamica, elemento che rafforza la lettura di un movimento partecipato e non puramente speculativo.
A confermare il miglioramento del sentiment si aggiunge l’RSI a 14 periodi, il quale ha rotto al rialzo sia la resistenza dinamica (in blu) sia quella statica (in viola), allineandosi al segnale proveniente dal grafico dei prezzi. Nel breve, non è da escludere una fase di assestamento: un eventuale retest della trendline appena superata potrebbe comportare una temporanea violazione del primo supporto dinamico senza compromettere la struttura di ripresa.
Nel complesso, l’inversione appare ancora in fase di costruzione e potrebbe richiedere tempo per consolidarsi pienamente. Tuttavia, i segnali tecnici ed il contesto macro si allineano a favore di uno scenario costruttivo. La tenuta delle nuove aree di supporto sarà cruciale per valutare la capacità del Brent di trasformare il recente breakout in un trend rialzista più strutturato nel medio periodo.
