Notizie Notizie Italia Barclays: il 2026 sarà un anno di ripresa per il lusso. Grandi aspettative per Richemont, Moncler e Prada

Barclays: il 2026 sarà un anno di ripresa per il lusso. Grandi aspettative per Richemont, Moncler e Prada

13 Gennaio 2026 13:01

Il peggio è probabilmente passato per il settore del lusso. Dopo un complicato 2025, quest’anno dovrebbe testimoniarne la ripresa, con aspettative di crescita del fatturato complessivo attorno al 5-6%, secondo un report di Barclays.

A trainare le vendite saranno ancora una volta gli Stati Uniti, mentre la Cina dovrebbe continuare a stabilizzarsi. Tra i gruppi del settore, ci si attende una buona performance da Richemont, Moncler e Prada, mentre i risultati preliminari di Brunello Cucinelli già indicano un ottimo risultato conseguito nel 2025.

I temi del 2026: “self-help”, gioielleria e mercato cinese, con un’occhio sull’isola di Hainan

Il tema principale che guiderà la ripresa secondo Barclays sarà il cosiddetto “self-help”, ovvero la realizzazione di aggressivi piani di ristrutturazione interna, che vanno dal cambio del management, sia in ruoli creativi che esecutivi, all’abbattimento dei costi, a nuovi approcci di marketing, all’ottimizzazione dei marchi in portafoglio.

Altro fattore importante è l’aumento di marchi di lusso interni in Cina, come Laopu Gold, Songmont, 1436, Icicle e Bosideng, che stanno crescendo di popolarità tra i consumatori cinesi e sono nella posizione di sottrarre quote di mercato ai brand europei. Questo elemento porterà secondo il rapporto di Barclays a cambi strutturali del mercato cinese.

Terzo tema è la gioielleria, che si sta configurando come il nuovo punto di ingresso per gli acquirenti del lusso. Del resto quella categoria è andata meglio del resto del settore per tutto il 2025, grazie ad una percezione di miglior rapporto qualità/prezzo, e anche all’aumento del prezzo dell’oro, che da all’acquisto di gioielli anche un carattere di investimento.

Un nuovo sviluppo del settore è l’abbinamento di un pacchetto “experience” che vada oltre i prodotti di lusso in sé. Un esempio è la nave Louis Vuitton a Shanghai, così come il fatto che brand come Dior, Prada e Gucci abbiano oggi anche dei ristoranti o anche offerte di wellnes da parte del gruppo Kering. Il fashion non più solo come prodotto ma come stile di vita comprensivo.

Infine, un fattore interessante che riguarda soprattutto i turisti cinesi, è Hainan, isola tropicale che appartiene alla Cina con un regime fiscale privilegiato rispetto al paese continentale e che consentirà ai marchi di moda di vendere a prezzi duty free. Sarà importante osservare l’approccio dei marchi ad Hainan, perché potrebbe rivelare la generale strategia per il resto del paese asiatico.

I consumatori americani restano il traino della crescita, Cina in fase di stabilizzazione, Europa sottotono

Il principale magnete dei consumi sono ancora gli Stati Uniti, che anche nel 2025 hanno dato prova di resilienza, soprattutto nella fascia ad alto reddito disponibile. Secondo Barclays il 2026 potrà dare spazio anche ai consumatori aspirazionali, anche grazie ai tagli fiscali della cosiddetta Big Beautiful Bill di Donald Trump, con cui americani di ceto medio e medio-alto avranno tra le mani un più elevato reddito disponibile.

Il mercato cinese ha assistito ad un calo delle vendite a partire dal 2024 ma la sensazione è che il declino si sia fermato e la situazione sia oggi stabile. Le aspettative sono quindi di un ritorno ad una crescita moderata nel 2026.

Per quanto riguarda l’Europa, non si intravedono elementi catalizzatori che siano in grado di migliorare significativamente il sentiment dei consumatori europei nel 2026. In Europa il contesto macroeconomico e politico rimane alquanto sottotono.

Cucinelli: numeri molto positivi nel 2025, definito “anno record”.

A corroborare una sensazione di ottimismo sono arrivati i risultati preliminari del 2025 di Brunello Cucinelli. Il fondatore della Casa di Moda ha definito l’anno passato come “da record, si in termini di fatturato che di immagine e, considerata la qualità delle vendite, ci aspettiamo un sano, sostenibile ed equilibrato profitto per il 2025″, secondo quanto si legge in un comunicato.

I numeri sono in effetti molto positivi. Nel 2025 il fatturato dell’azienda è stato pari a 1.407,7 milioni di euro, una crescita dell’11,5% anno su anno a cambi costanti e del 10,1% a cambi correnti, un risultato migliore delle aspettative. Particolarmente positivo è stato l’ultimo trimestre, in cui i ricavi sono stati di 388,6 milioni di euro, in aumento dell’11,9%. Le vendite sono state particolarmente positive in tutte le aree geografiche, segnando un +11,9% in America, +8,1% in Europa e 15,3% in Asia.