Regno Unito: disoccupazione cresce e salari ristagnano, BoE verso taglio dei tassi
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L’ultima tornata di dati macroeconomici nel Regno Uniti rinforza la convinzione che la Bank of England (BoE) sia prossima ad effettuare un taglio dei tassi d’interesse questa settimana.
La decisione è attesa da Londra per giovedì, e farebbe seguito a due sessioni – quelle di novembre e settembre – in cui il costo del denaro è rimasto invariato.
Disoccupazione al livello più alto degli ultimi cinque anni
Secondo i dati forniti dall’Office for National Statistics (ONS) il tasso di disoccupazione nel Regno Unito è salito al livello più alto degli ultimi cinque anni. Nel trimestre conclusosi in ottobre si è infatti attestato al 5,1%, in rialzo dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ed il più elevato dal 2021.
Allo stesso tempo la crescita dei salari si è limitata, scendendo al 4,6%, escludendo i bonus, dal 4,7% precedente e al livello più basso dal 2022. Nel settore privato la riduzione è stata anche maggiore, scendendo sotto il 4% per la prima volta dal 2020.
“I dati di oggi rafforzano l’argomento per un taglio dei tassi di interesse questa settimana”, ha detto a Bloomberg Yael Selfin, capo economista di KPMG UK.
Il mercato del lavoro nel Regno Unito quest’anno ha subito il contraccolpo di una linea politica particolarmente decisa. Il ministro delle Finanze Rachel Reeves, nella sua prima legge di bilancio, ha tra le altre cose aumentato sensibilmente i costi di assunzione per le aziende. “Il quadro complessivo continua ad essere quello di un indebolimento del mercato”, ha detto Liz McKeown, responsabile delle statistiche economiche all’ONS.
Bank of England spaccata, il governatore Bailey avrà il voto decisivo
Il direttivo della BoE, composto da nove membri, è piuttosto diviso al suo interno, e sarà il governatore Andrew Bailey ad avere il voto decisivo. Quest’ultimo sembra propendere per assecondare una politica monetaria espansiva.
Secondo Geoff Yu, Senior Markets Strategist di BNY l’aspettativa è che la BoE “taglierà i tassi di 25 punti base, portandoli al 3,75%, mentre i mercati stanno progressivamente scontando un percorso di politica monetaria più accomodante, dato che il Comitato di politica monetaria continua a valutare le implicazioni del consolidamento fiscale. Il Governatore della BoE, Bailey, ha recentemente avvertito che gli elevati livelli di risparmio precauzionale riflettono un sentiment prudente e, considerato che avrà il voto decisivo in un comitato di politica monetaria diviso, la preferenza per un taglio è chiara. Tuttavia, il modo in cui la BoE procederà nel prossimo anno dipenderà dall’evoluzione dell’inflazione e i falchi del comitato di politica monetaria continuano a esprimere disagio per il livello di persistenza”.
Analisti quasi unanimi nell’aspettarsi un taglio dei tassi, c’è spazio per una sorpresa?
Secondo James Smith, economista di ING, alla luce della situazione macroeconomica “un taglio dei tassi di interesse giovedì è molto probabile, e ne prevediamo altri due nella prima metà del 2026.” C’è spazio per una decisione a sorpresa, con i tassi che restano invariati?
“Per gli investitori sarebbe senza dubbio uno shock”, ha detto Smith, ricordando che i mercati “danno al taglio di giovedì una probabilità del 90%. Noi siamo d’accordo che un taglio sia probabile, in particolare con quel livelli di convinzione tra gli investitori.”
Tuttavia, sottolinea l’analista, le notizie da novembre in poi “non hanno dato necessariamente certezze per un taglio. I dati sull’inflazione di ottobre hanno visto un rialzo dell’inflazione alimentare e una continua persistenza nel settore dei servizi, al netto delle tariffe aeree – sebbene entrambi i dati siano leggermente inferiori alle previsioni di novembre della BoE”.
Anche il tanto atteso “Bilancio d’Autunno “, prosegue Smith, “non è riuscito a spostare in modo significativo l’ago della bilancia a favore di ulteriori tagli dei tassi. Alcune misure – come il taglio delle bollette energetiche e il congelamento delle tariffe ferroviarie – ridurranno di qualche decimo di punto percentuale l’inflazione generale il prossimo anno” ma la cosa più importante è che queste scelte politiche comporteranno, “se non altro, un nuovo piccolo stimolo economico il prossimo anno. Le tasse potranno anche aumentare, a regime, di 26 miliardi di sterline l’anno, ma per l’anno fiscale 2026 si prevede che le entrate aumenteranno di meno di 1 miliardo di sterline in conseguenza delle nuove misure contenute nella manovra.” Quindi, per favorire un ammorbidimento di politica monetaria “sarebbe stata necessaria una stretta più immediata”.