Notizie Notizie Italia Il rally di Unicredit si è inceppato, ecco le nuove view degli analisti. Orcel alla sfida legale sul golden power

Il rally di Unicredit si è inceppato, ecco le nuove view degli analisti. Orcel alla sfida legale sul golden power

10 Novembre 2025 09:13

Andrea Orcel non molla e si profila un nuovo capitolo nella saga tra Unicredit e governo Meloni sul nodo Golden Power. Il gruppo di piazza Gae Aulenti sarebbe infatti pronto a impugnare davanti al Consiglio di Stato la sentenza del Tar del Lazio che, lo scorso 12 luglio, aveva solo parzialmente accolto il ricorso contro le prescrizioni imposte da Palazzo Chigi in occasione del tentativo di salita in Banco Bpm.

Unicredit prepara l’offensiva legale

Secondo quanto riportato da la Repubblica, ieri vertici e consulenti di Unicredit si sono riuniti per definire la strategia legale, con l’obiettivo di presentare il ricorso entro la scadenza dei 60 giorni fissata per mercoledì prossimo. Sul tavolo c’è la possibilità di ribaltare almeno in parte la decisione del Tar, che aveva confermato due dei quattro punti contestati dalla banca.

I giudici amministrativi avevano infatti annullato il vincolo quinquennale sul rapporto prestiti/depositi tra Unicredit e Banco Bpm, ritenuto “sproporzionato”, e la clausola che imponeva di mantenere invariato il portafoglio di project finance, stabilendo che tale prescrizione dovesse avere un termine. Restavano però in piedi gli obblighi più sensibili per l’istituto: l’uscita dalla Russia e il mantenimento degli investimenti in titoli italiani gestiti da Anima Sgr.

Proprio su questi due fronti si dovrebbe concentrare l’appello. Sul primo, la banca guidata da Orcel contesta la pretesa del governo di fissare tempi e modalità di uscita dal mercato russo, sostenendo che una simile decisione possa dipendere solo dalle autorità di Mosca. Sul secondo, Unicredit lamenta un contrasto con la direttiva Mifid e con il principio di libera circolazione dei capitali, ritenendo che il vincolo su Anima Sgr leda l’autonomia gestionale e le norme comunitarie di armonizzazione.

I perché del ricorso

La mossa legale di Unicredit potrebbe innescare un contro ricorso dell’esecutivo che si era messo sostanzialmente di traverso di fronte all’aspirazione di Unicredit di conquistare piazza Meda. L’iniziativa, riferisce la Repubblica, non sarebbe stata accolta con favore da Palazzo Chigi. fonti governative parlano di “fastidio” per l’orientamento di Unicredit, che rischia di aprire un nuovo fronte di tensione tra l’esecutivo e uno dei principali gruppi bancari del Paese,

La volontà di Orcel non appare quella di riaprire il capitolo Banco Bpm, ma più un obiettivo politico e reputazionale: cancellare uno stigma che, secondo il gruppo, rischia di pesare su eventuali operazioni future in Europa, a partire dal dossier Commerzbank, dove Unicredit ha già costruito una posizione rilevante e si trova a fronteggiare le barricate alzate da Berlino.

Le altre mosse di Orcel

Nel frattempo Unicredit in questi mesi non è rimasta affatto inerme. Dopo la rinuncia a Bpm che risale ormai a quasi 4 mesi fa, a partire dalla partita tedesca. Orcel ha stretto ulteriormente la presa su Commerzbank salendo a ridosso del 29% anche attraverso derivati e ha detto a chiare lettere di contare che il governo tedesco “nel tempo veda la luce e che la veda anche Commerzbank», in riferimento alla chiusura di Berlino verso un’operazione ritenuta ostile. Tra le opzioni di riserva che circolano c’è quella di mollare la presa su Commerz in cambio della sua controllata in Polonia, mBank, mercato da cui Unicredit era uscita nel 2017 cedendo Bank Pekao.

Meno ostacoli in Grecia dove Unicredit ha ottenuto il via libera della Bce per salire al 29,9% di Alpha Bank, fra i primi quattro istituti ellenici e su cui la banca italiana ha già raggiunto una partecipazione complessiva del 29,5%.

Titolo a +63% Ytd, ma da tre mesi la corsa si è arrestata

Nonostante il ritracciamento dai massimi che risalgono allo scorso 22 agosto (69,82 euro rispetto ai 62,99 a cui ha chiuso venerdì), Unicredit vanta un saldo positivo di circa +63% da inizio anno, uno dei migliori tra le banche di Piazza Affari. Il valore di mercato del colosso di piazza Gae Aulenti supera i 96,5 miliardi, poco sotto la rivale Intesa Sanpaolo (96,9 mld).

UniCredit ha registrato un utile netto di 2,6 miliardi di euro nel terzo trimestre dell’anno e un utile netto totale di 8,7 miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno. Confermata la guidance di profitti per circa 10,5 miliardi di euro sull’intero anno. Il 24 novembre è intanto in arrivo un acconto dividendo pari a 1,4282 euro.

Tra gli analisti prevalgono i buy, ecco il potenziale upside

Il titolo Unicredit dista quasi il 10% dai massimi di agosto. Tra gli analisti prevalgono i giudizio positivi sul titolo. Il 58,3% dice buy, il 33,3% è hold, mentre l’8,4% è sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 71,3 euro, con quindi un potenziale upside del 13,1%.

Tra i più positivi spicca Goldman Sachs che indica un prezzo obiettivo a 84,3 euro, recentemente ritoccato al rialzo dopo i conti trimestrali e che implica un potenziale rialzista di quasi il 34% rispetto ai livelli attuali.

In area 80 euro il target indicato da Mediobanca, mentre gli analisti di JP Morgan dicono buy fino a 78 euro.