Notizie Notizie Mondo Bce, annunci tassi alle porte. Arriva Pil Ue migliore delle attese, Italia ferma

Bce, annunci tassi alle porte. Arriva Pil Ue migliore delle attese, Italia ferma

30 Ottobre 2025 11:46

Ci separano davvero solo poche ore all’annuncio ufficiale di politica monetaria della Banca centrale europea (Bce). Il mercato si attende ancora tassi fermi, ma è anche alla costante ricerca di indicazioni sulle future mosse del direttivo guidato da Christine Lagarde che per questa riunione si è riunito a Firenze.

Per l’occasione anche il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha partecipato, a Palazzo Corsini, alla riunione del board della Banca Centrale Europea, ospitata a Firenze dalla Banca d’Italia. Mattarella, si è soffermato nel corso del suo intervento sull’euro e sul mandato dell’istituto di Francoforte.

E in attesa che venga diffuso alle 14:15 il comunicato ufficiale e prenda il via la conferenza stampa della presidente Lagarde (14:45), sono diversi i dati macro chiave arrivati in mattinata. Tra cui il Pil Ue relativo al terzo trimestre 2025.

Test Pil: economia zona euro cresce più del previsto, Francia in ascesa

L’economia dell’Eurozona è cresciuta più del previsto, dimostrando una buona resilienza di fronte all’aumento dei dazi statunitensi, con la Francia che ha registrato la sua crescita più forte in oltre due anni. Nel dettaglio, il prodotto interno lordo (Pil) destagionalizzato del terzo trimestre è aumentato dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Gli analisti di un sondaggio Bloomberg avevano stimato un aumento dello 0,1% in linea con la passata lettura.

La Francia è stata la sorpresa positiva, con una crescita dello 0,5% grazie al commercio e alla domanda interna. La Germania, la più grande economia dell’area, si è unita all’Italia nella stagnazione.

I dati, arrivati ​​poche ore prima degli annunci della Banca Centrale Europea sui tassi, suggeriscono che l’area euro sta gestendo bene la crisi tariffaria scatenata da Donald Trump. “Sebbene la crescita sia attualmente debole, è probabile che il prossimo anno si verifichi un nuovo slancio, con l’aumento delle spese militari e infrastrutturali da parte dei governi”, segnalano da Bloomberg.

Pur prevedendo una graduale accelerazione della crescita nel prossimo anno, restiamo cauti nel considerare questo come l’inizio di una fase di crescita, data l’incertezza interna e globale”, commentano gli esperti di ING sottolineando come il clima economico sembri al momento moderatamente ottimistico, “nonostante i rischi al ribasso che gravano sulle prospettive. I rischi di politica interna riguardano i bilanci pubblici e i programmi di riforma, mentre quelli internazionali si concentrano su un rallentamento globale e sulla politica commerciale.

Pil Italiano fermo

Nel terzo trimestre 2025, l’economia italiana è rimasta stazionaria sui livelli del trimestre precedente, dopo la lieve flessione nel secondo trimestre dell’anno. In termini tendenziali, si è registrata una crescita dello 0,4%, in rallentamento rispetto ai primi due trimestri del 2025. Lo rende noto l’Istat in base alle stime preliminari del penultimo trimestre dell’anno precisando che “la stazionarietà nella dinamica congiunturale del Pil nel terzo trimestre lascia inalterata la stima della crescita acquisita per l’anno 2025, che si conferma pari allo 0,5%”.

Tassi Bce verso un nuovo stop

Ancora tassi in standby per la Bce. La Banca centrale europea, che ha ridotto il costo del denaro ben otto volte nel suo ciclo di allentamento (giugno-2024-giugno 2025), dovrebbe mantenere il tasso sui depositi al 2% per la terza riunione consecutiva. I responsabili politici appaiono soddisfatti dell’inflazione, che si aggira intorno al loro obiettivo del 2%. Motivo per cui, secondo gli esperti, la riunione della Bce di oggi riguarda piuttosto il tono e gli eventuali segnali di un possibile cambiamento rispetto all’attuale posizione di tassi fermi.

“Non prevediamo che questa riunione porterà cambiamenti significativi – segnala Philippe Haïk, portfolio manager di Axiom Alternative Investments -. Riteniamo che i rischi siano leggermente orientati verso un tono più restrittivo, poiché gli ultimi dati PMI e dell’inflazione di settembre sono risultati robusti”.

Per Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac, “in assenza di nuove proiezioni Bce sull’andamento dell’inflazione e della crescita, ci si aspetta che la Presidente confermi i tassi di policy al 2% e inviti alla pazienza, rimandando a dicembre, quando sarà disponibile una nuova serie di dati macroeconomici, eventuali valutazioni su un cambio di rotta”.

Le parole di Mattarella

“L’euroinsieme alla Banca Centrale Europea che ne tutela la stabilità – è uno dei simboli più tangibili e avanzati del processo di integrazione del nostro continente avviato quasi settanta anni fa, con i Trattati di Roma – ha esordito Sergio Mattarella nel suo intervento a Palazzo Corsini -. Oggi non possono esservi dubbi che quel coraggio e quella visione siano stati premiati. Ne sono consapevoli i cittadini dei Paesi europei che vi hanno aderito, hanno visto tutelato il potere di acquisto dei loro redditi e dei loro risparmi. Lo avvertono le rispettive economie, in grado contare su una valuta affidabile e riconosciuta a livello internazionale”. Ha poi elogiato il mandato Bce: “Ha assolto con successo il proprio mandato, anche nei momenti difficili, operando con indipendenza, con senso di responsabilità, con riconosciuta integrità, al servizio dei cittadini europei”.

C’è stata poi l’esortazione e la citazione. “L’Europa ha compiuto passi importanti in questi anni, ma essi oggi appaiono insufficienti rispetto alla portata dei mutamenti in atto – ha aggiunto Mattarella -. Permane, ad esempio, quella che un mio illustre predecessore, Carlo Azeglio Ciampi, definì una condizione di “zoppìa” dell’Unione: l’evidente asimmetria tra la moneta unica e una politica economica e fiscale ancora frammentata. La Bce, unica tra le grandi banche centrali, opera in un contesto in cui agiscono venti diversi Stati – presto ventuno – con altrettante politiche di bilancio, con normative non pienamente armonizzate, con mercati finanziari tuttora confinati in ambiti nazionali. Persistono difficoltà, nell’Unione, nel mettere a fattor comune le iniziative su materie strategiche come le politiche estera e di difesa; così come gli investimenti in infrastrutture e innovazione”. E ha concluso: “la carenza di un’azione comune adeguata indebolisce tutti: si traduce in una minore capacità di rispondere alle necessità dei cittadini e in una progressiva perdita di rilevanza sul piano internazionale”.