Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (23/10/25)
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Investire in azioni che offrono un alto dividend yield (rendimento da dividendo) è una strategia che può stabilizzare i flussi di cassa dell’investitore e diminuire la volatilità generale del portafoglio. Questo approccio garantisce una diversificazione delle fonti di reddito e facilita la pianificazione finanziaria. Ecco le società quotate sul Ftse Mib con il maggior dividend yield, sulla base dei dati di mercato attuali e stimati, oltre alle prossime cedole in arrivo a Piazza Affari.
Perché le aziende pagano i dividendi
Le aziende scelgono di distribuire dividendi per diverse ragioni strategiche. Principalmente, questo è un modo tangibile per remunerare gli azionisti, restituendo loro una parte degli utili. Inoltre, la regolarità nei pagamenti, insieme alla capacità di incrementare i dividendi nel tempo, funge da segnale di solidità finanziaria e gestione aziendale efficiente, consolidando la reputazione della società sul mercato.
Dividendi elevati contribuiscono anche ad attrarre nuovi investitori, diversificando e migliorando la composizione dell’azionariato. Infine, la distribuzione dei profitti può rappresentare una strategia efficiente per una società che si ritrova con un eccesso di capitale non immediatamente richiesto per finanziare le attività operative, gli investimenti ordinari o i piani di crescita futuri.
Perché investire in dividendi
Dal punto di vista dell’investitore, i dividendi rappresentano una fonte di entrate tendenzialmente regolare, essenziale per integrare il proprio reddito e ottimizzare la pianificazione finanziaria a lungo termine. Essendo flussi di cassa relativamente indipendenti dalle fluttuazioni dei prezzi del mercato azionario, i dividendi agiscono come un efficace ammortizzatore, compensando eventuali perdite in conto capitale e contribuendo a ridurre la volatilità complessiva del portafoglio.
Come vengono pagati i dividendi
La proposta di distribuzione dei dividendi viene effettuata dal Cda, che ne definisce i tempi, le modalità e l’importo, dopodiché viene ratificata dall’assemblea dei Soci.
Il giorno dello stacco della cedola il prezzo del titolo si aggiusta al ribasso, diminuendo di un importo pari al dividendo. Per avere diritto all’incasso, l’azionista deve possedere il titolo prima della data di stacco, conservando il diritto anche se vende l’azione il giorno stesso.
In base alla sua natura, il dividendo può essere classificato come ordinario, se si prevede una distribuzione regolare in linea con la politica aziendale standard, o straordinario, se si tratta di un evento una tantum senza aspettative di ricorrenza. La forma di erogazione più comune è in contanti, ma esistono alternative come la distribuzione in azioni attraverso un aumento gratuito di capitale.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
L’importo della cedola, di per sé, non fornisce indicazioni significative in ottica comparativa. Per analizzare e confrontare i dividendi di diverse aziende è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo.
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di paragonare diverse società – meglio se dello stesso settore – in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. In genere, un rendimento più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
È comunque un parametro statico che non considera i rischi specifici dell’azienda o possibili future variazioni nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o potrebbe far presagire un futuro taglio della cedola.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
Nella tabella sottostante i titoli del Ftse Mib sono stati ordinati in base al dividend yield atteso per il 2026, calcolato utilizzando i dividendi stimati (fonte Bloomberg) e gli attuali prezzi di mercato. La tabella include anche i dividendi totali distribuiti nel 2025 (basati sugli utili del 2024) e i relativi rendimenti.
Le prime posizioni sono occupate prevalentemente da banche: Mps è in testa con un rendimento atteso del 13,5%, aspettando l’integrazione di Mediobanca. Rendimenti elevati (tra il 9% e il 7%) anche per Banca Popolare di Sondrio, Banco Bpm, Bper e Intesa Sanpaolo. Anche il settore oil & gas offre ritorni interessanti, con Eni e Saipem al 6,7% mentre le utilities mostrano dividend yield tra il 4 e il 6%.
In fondo alla classifica troviamo Interpump, Ferrari e Leonardo. Tim non ha distribuito dividendi quest’anno (l’ultimo risale al 2021), ma è previsto un ritorno alla cedola nel 2026.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 7,04 | 0,8600 | 12,2% | 0,9530 | 10,8% | 13,5% |
| Mediobanca (**) | 16,11 | 1,1500 | 7,1% | 1,6240 | 41,2% | 10,1% |
| Bca Pop Sondrio | 13,57 | 0,8000 | 5,9% | 1,1700 | 46,3% | 8,6% |
| Banco BPM | 12,13 | 1,0000 | 8,2% | 1,0370 | 3,7% | 8,5% |
| BPER Banca | 9,66 | 0,6000 | 6,2% | 0,6720 | 12,0% | 7,0% |
| Intesa Sanpaolo | 5,46 | 0,3410 | 6,2% | 0,3780 | 10,9% | 6,9% |
| Eni | 15,53 | 1,0000 | 6,4% | 1,0450 | 4,5% | 6,7% |
| Saipem | 2,34 | 0,1700 | 7,3% | 0,1570 | -7,6% | 6,7% |
| Poste italiane | 20,27 | 1,0800 | 5,3% | 1,2140 | 12,4% | 6,0% |
| Inwit | 9,83 | 0,5156 | 5,2% | 0,5690 | 10,4% | 5,8% |
| Enel | 8,47 | 0,4700 | 5,5% | 0,4800 | 2,1% | 5,7% |
| Snam | 5,37 | 0,2905 | 5,4% | 0,3000 | 3,3% | 5,6% |
| Tenaris (*) | 15,47 | 0,8300 | 5,4% | 0,8580 | 3,4% | 5,5% |
| Nexi | 4,71 | 0,2500 | 5,3% | 0,2490 | -0,4% | 5,3% |
| Azimut | 32,14 | 1,7500 | 5,4% | 1,6980 | -3,0% | 5,3% |
| Banca Mediolanum | 16,72 | 1,0000 | 6,0% | 0,8790 | -12,1% | 5,3% |
| UniCredit | 62,48 | 2,4025 | 3,8% | 3,2650 | 35,9% | 5,2% |
| Unipol Gruppo | 18,80 | 0,8500 | 4,5% | 0,9730 | 14,5% | 5,2% |
| Italgas | 8,67 | 0,4060 | 4,7% | 0,4230 | 4,2% | 4,9% |
| Generali Assicurazioni | 32,68 | 1,4300 | 4,4% | 1,5730 | 10,0% | 4,8% |
| Terna | 9,05 | 0,3962 | 4,4% | 0,3990 | 0,7% | 4,4% |
| A2A | 2,40 | 0,1000 | 4,2% | 0,1000 | 0,0% | 4,2% |
| Hera | 3,96 | 0,1500 | 3,8% | 0,1600 | 6,7% | 4,0% |
| FinecoBank | 19,10 | 0,7400 | 3,9% | 0,7650 | 3,4% | 4,0% |
| Stellantis | 9,25 | 0,6800 | 7,4% | 0,2780 | -59,1% | 3,0% |
| Recordati | 51,40 | 1,2700 | 2,5% | 1,4100 | 11,0% | 2,7% |
| Iveco Group | 18,27 | 0,3300 | 1,8% | 0,4490 | 36,1% | 2,5% |
| Moncler | 53,22 | 1,3000 | 2,4% | 1,1920 | -8,3% | 2,2% |
| Lottomatica | 20,84 | 0,3000 | 1,4% | 0,4070 | 35,7% | 2,0% |
| Amplifon | 15,60 | 0,2900 | 1,9% | 0,2610 | -10,0% | 1,7% |
| Telecom Italia | 0,50 | – | – | 0,0080 | – | 1,6% |
| Buzzi | 47,96 | 0,7000 | 1,5% | 0,7640 | 9,1% | 1,6% |
| Diasorin | 77,62 | 1,2000 | 1,5% | 1,2150 | 1,3% | 1,6% |
| STMicroelectronics (*) | 22,73 | 0,3600 | 1,6% | 0,3520 | -2,2% | 1,5% |
| Brunello Cucinelli | 90,32 | 0,9400 | 1,0% | 1,0390 | 10,5% | 1,2% |
| Campari | 5,83 | 0,0650 | 1,1% | 0,0670 | 3,1% | 1,1% |
| Prysmian | 87,34 | 0,8000 | 0,9% | 0,9200 | 15,0% | 1,1% |
| Leonardo | 51,36 | 0,5200 | 1,0% | 0,5170 | -0,6% | 1,0% |
| Ferrari | 344,50 | 2,9860 | 0,9% | 3,1580 | 5,8% | 0,9% |
| Interpump Group | 42,30 | 0,3300 | 0,8% | 0,3380 | 2,4% | 0,8% |
(*) Dividendo in dollari
(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 23 ottobre 2025
Le prossime cedole a Piazza Affari
Fra i titoli del Ftse Mib, i prossimi dividendi saranno quelli di Unicredit, Eni e Inwit, in programma il 24 novembre.
La banca ha confermato la distribuzione totale a valere sul full year 2025, pari o superiore €9,5 miliardi, di cui almeno €4,75 miliardi nella forma di dividendo in contanti. Il Cda ha approvato un acconto sul dividendo pari a €2,2 miliardi, equivalente ad una cedola da 1,4282 euro, con data di stacco 24 novembre 2025.
Per la società energetica si tratta della seconda di quattro tranche del dividendo da 1,05 euro. L’azienda delle torri, invece, paga una cedola straordinaria da 0,2147 euro, con l’obiettivo di fornire un ulteriore beneficio monetario agli azionisti.
Per quanto riguarda le altre società di Piazza Affari, il 10 novembre tocca ad Abp Nocivelli (tutte sul mercato EGM) e il 17 novembre a Equita Group e Fila (entrambe Small Cap quotate sul segmento STAR). Il 24 novembre, oltre alle due del Ftse Mib, staccano la cedola anche Mondadori, Danieli ed eViso.