Notizie Notizie Mondo Google batte il Governo Usa non dovrà cedere Chrome e Android. Rally in vista

Google batte il Governo Usa non dovrà cedere Chrome e Android. Rally in vista

3 Settembre 2025 09:27

Google batte il Governo Usa e vola con Alphabet in Borsa (+8%). Il giudice federale ha infatti respinto le richieste con cui la Casa Bianca puntava a costringere il gruppo a cedere il suo browser web Chrome e il sistema operativo mobile Android. Una vittoria, che pur con alcune limitazioni Antitrust, è per gli analisti l’anticamera di nuovi rialzi in Borsa e la fine di speculazioni poco positive sul settore.

La decisione

In una sentenza di 230 pagine, il giudice Amit Mehta ha scritto che il governo ha “esagerato nel chiedere la cessione forzata di questi asset chiave, che Google non ha utilizzato per attuare alcuna restrizione illegale”. Insomma, Google non dovrà vendere questi asset strategici. Allo stesso tempo, tuttavia, ha vietato all’azienda di stipulare accordi esclusivi per la distribuzione dei suoi servizi chiave, tra cui la ricerca web, Chrome e il software di intelligenza artificiale Gemini. La sentenza consente comunque a Google di pagare aziende come Apple o Mozilla, lo sviluppatore di Firefox, per preinstallare i suoi servizi.

Nell’Unione Europea, agli utenti viene ora chiesto esplicitamente quale motore di ricerca desiderano utilizzare, ma il giudice ha respinto tale scelta obbligatoria per gli Stati Uniti. Google sarà inoltre tenuta a condividere alcuni dati del motore di ricerca con i concorrenti: parti dell’indice di ricerca che Google crea durante la scansione del web, nonché alcune informazioni sulle interazioni degli utenti.

Sentenza storica

Google evita dunque un maxi spezzatino e potrà mantenere Android e Chrome nella propria galassia. “Nonostante il loro potere, i tribunali devono affrontare il compito di elaborare rimedi con una sana dose di umiltà. Questo tribunale lo ha fatto”, ha detto il giudice Amit Mehta che, con la sua decisione, offre un precedente importante precedente per i tribunali americani che stanno perseguendo gli altri colossi di big tech.  Insomma, una sentenza farà scuola essendo la prima del suo genere nell’era moderna di Internet.

Le reazioni

Nonostante il risultato, Mountain View non intende mollare e ha assicurato, secondo quanto riportato dai media americani, che farà ricorso. “Siamo preoccupati per l’impatto che questi requisiti avranno sui nostri utenti e sulla loro privacy, e stiamo esaminando attentamente la decisione”, ha dichiarato Lee-Anne Mulholland, vicepresidente degli affari regolamentari.

“Il tribunale ha riconosciuto che la cessione di Chrome e Android sarebbe andata oltre l’obiettivo del caso sulla distribuzione della ricerca e avrebbe danneggiato i consumatori e i nostri partner”.

Per il Governo americano la decisione è invece una decisa sconfitta nella regolamentare del settore delle big tech: sia l’amministrazione Biden sia quella Trump puntavano a inviare un segnale all’intero settore. Invece ora la decisone del giudice Mehta rimuove l’incertezza e sembra in grado di rassicurare anche gli altri colossi della Silicon Valley.

Gli analisti

Secondo gli analisti si tratta di “una grande vittoria per Apple e Google e per il loro accordo da 20 miliardi di dollari. “Questa era una nuvola nera di preoccupazione per le azioni Apple, poiché gli investitori temevano che una rottura di Google Chrome e/o la necessità di annullare l’accordo sulla ricerca con Apple fossero potenzialmente all’ordine del giorno”, spiega Wedbush Securities.

Riteniamo che vi siano validi motivi per un’espansione multipla nei prossimi trimestri e che lo sconto (su Google) rispetto ai competitor sia ingiustificato, dato che: la decisione del giudice elimina i rischi persistenti associati a un potenziale esito normativo peggiore per Google, le preoccupazioni relative all’impatto della genAI sul business stanno svanendo, con Alphabet che conferma la sua capacità di affrontare questo periodo di transizione, e il management sta riposizionando l’azienda come vincente nel settore dell’IA, con forti trend della domanda e un’accelerazione della crescita del Cloud”.

Secondo gli esperti,  “l’attenzione si sposterà ora sul posizionamento di Google rispetto ai competitor e sottolineiamo che le azioni hanno continuato a essere scambiate a sconto rispetto a Meta. A seguito dell’annuncio odierno, siamo sempre più ottimisti sulla durabilità a lungo termine del business Search di Google e stiamo di conseguenza aumentando le nostre stime. Il nostro target di prezzo sale a 245 dollari e manteniamo il nostro rating Outperform”.

Riteniamo, infine, “che Wall Street digerirà la situazione con grande ottimismo, dato che questa sentenza è finalmente entrata nei libri contabili dopo anni di speculazioni”.