Inflazione Ue accelera oltre target Bce ad agosto. Tassi, verso una nuova pausa a settembre
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L’inflazione dell’eurozona risale ad agosto oltre il target del 2% della Banca centrale europea (Bce), a poco più di una settimana dalla nuova riunione della Bce. Secondo i dati flash diffusi dall’Eurostat, nel mese di agosto i prezzi al consumo nell’Eurozona hanno evidenziato un aumento del 2,1% annuo rispetto al 2% di luglio, ma in linea con le attese degli economisti.
Sempre più scontata dai mercati una nuova pausa per i tassi a settembre, gli occhi saranno puntati soprattutto sulle nuove proiezioni economiche del consiglio direttivo e sulle parole della presidente Christine Lagarde.
Inflazione eurozona sale al 2,1% annuo, Cpi core stabile al 2,3%
L’inflazione nell’area dell’euro ha accelerato oltre il target della Banca Centrale Europea, rafforzando le aspettative che il board guidato da Christine Lagarde manterrà stabili i tassi di interesse nella riunione della prossima settimana.
Nel dettaglio, la stima flash di agosto relativa ai prezzi al consumo della zona euro mostra un rialzo su base annua al 2,1%, dal 2% registrato a luglio (in linea con il consensus Bloomberg). Su base mensile, l’indice Cpi evidenzia un aumento dello 0,2%, a fronte del +0,1% previsto.
Il dato core, che traccia l’inflazione di fondo (al netto delle componenti più volatili, come energia e alimentari) è stabile al 2,3% contro il 2,2% del consensus. L’inflazione dei servizi – attentamente monitorata dalla Bce – è scesa al 3,1%.
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“Il contesto inflazionistico dell’Eurozona rimane al momento molto positivo – commenta Bert Colijn, capo economista Netherlands di ING -. L’inflazione è prossima all’obiettivo e l’inflazione core, sebbene al momento ancora leggermente al di sopra dell’obiettivo, è piuttosto stabile. Il tasso di inflazione dei servizi è sceso dal 3,2 al 3,1%. I prezzi dell’energia si mantengono su un livello relativamente basso, in parte grazie all’andamento favorevole del tasso di cambio, ma anche i prezzi dell’energia nel complesso sono rimasti piuttosto stabili”.
Ma avverte: “I rischi attuali per l’economia globale restano considerevoli, il che comporta rischi inflazionistici sia al ribasso sia al rialzo. Tuttavia, i dati pubblicati finora indicano che l’inflazione si manterrà intorno al target Bce del 2%”.
Mosse Bce: dato conferma aspettative di un nuovo stop nei tagli
Un dato che non stravolge le scommesse del mercato, ma conferma le aspettative che probabilmente la Bce deciderà di mantenere invariati i tassi di interesse nella riunione in calendario giovedì 11 settembre, sostenuta da un’inflazione sotto controllo e da un’economia che sta affrontando bene i dazi commerciali imposti dagli Stati Uniti.
Si tratterebbe di un secondo stop nel ciclo di allentamento dei tassi iniziato nel giugno del 2024. Nella riunione di luglio la Bce ha già mantenuto il tasso di deposito al 2% a luglio, la Presidente Christine Lagarde ha ribadito che la banca è in una “buona posizione” e i mercati ora non si aspettano più ulteriori tagli per quest’anno.
Una prospettiva avvalorata anche dalle parole di Isabel Schnabel, membro ‘falco’ del comitato esecutivo della Bce, in un’intervista di Reuters dello scorso 28 agosto e pubblicata oggi sul sito della banca centrale europea. “Salvo shock importanti, non c’è motivo di aggiustare l’orientamento di politica monetaria nell’una o nell’altra direzione. Non potendo regolare con precisione l’inflazione, è appropriato reagire soltanto a deviazioni rilevanti e persistenti dall’obiettivo”.
(In fase di scrittura)