Dan Ives, il guru tech di Wall Street impazza con il suo ETF sull’AI. Ecco i 30 titoli selezionati
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Se Warren Buffett è senza ombra di dubbio il guru del value investing, nel suo piccolo Dan Ives oltreoceano – fatte ovviamente le debite proporzioni – si è costruito la fama di massimo esperto del settore tech, di cui si occupa da oltre due decenni. Spesso ospite dei principali canali finanziari statunitensi – da CNBC a Bloomberg – come altri analisti di spicco diventati gestori di portafoglio sta mettendo in pratica la sua tesi di crescita dell’innovazione sotto forma di Etf.
Il personaggio e l’analista: l’ascesa di Ives
Ives tra una raccomandazione d’investimento e l’altra, non passa di certo inosservato e nel 2024 è stato eletto “Best Dressed Man on Wall Street” da New York Post, grazie ai suoi outfit audaci e colorati, che lo hanno portato a lanciare una sua linea di abbigliamento.
Laureato in Finanza alla Penn State University e con un MBA all’Università del Maryland, Ives si è fatto le ossa in FBR Capital Markets, dove ha lavorato per ben 16 anni si è specializzato in cybersecurity, cloud computing e big data. Dal 2018 è Managing Director e Senior Equity Research Analyst presso Wedbush Securities.
Ives presenta da sempre una visione fortemente ottimista e convinta del potenziale delle tecnologie emergenti. Ultimamente ha sottolineato come l’intelligenza artificiale sia “più grande di internet”, una trasformazione che già sta permeando ogni settore della società e dell’industria. Negli anni è stato tra i più bullish di tutta Wall Street su titoli quali Tesla, Microsoft, Nvidia e Palantir; anche davanti a contesti geopolitici turbolenti ha sempre mantenuto una view proiettata sugli sviluppi di lungo periodo.
L’Etf Dan Ives Wedbush AI Revolution
Lo scorso giugno Wedbush ha lanciato nel mercato dei fondi con l’AI Revolution ETF, che si basa sulla sua ricerca proprietaria: un paniere di 30 titoli selezionati tra i protagonisti dell’AI (chip, cloud, cybersecurity, hyperscalers, robotica, consumer tech). Un debutto che non è passato inosservato con subito oltre 100 milioni di dollari raccolti in asset under management (AuM) in meno di una settimana. Il fondo, che ha superato i 500 milioni di dollari di AuMnel giro di tre mesi, si distingue per una gestione basata su analisi attiva e un posizionamento trasparente nei principali driver dell’AI.
A tutta AI
La spinta sull’AI dell’ETF è ben chiara. Leggendo il prospetto emerge che almeno l’80% dei titoli è rappresentato da società AI e una tale concentrazione su un singolo segmento rende d’obbligo l’indicazione che tale fondo non è diversificato. Elemento che lo rende abbastanza rischioso se non inserito all’interno di un portafoglio variegato, come dimostrato nel recente passato anche da prodotti simili quali gli Etf Ark di Cathie Wood fortemente legati al tech.
Ad oggi la top five del fondo è composta da Nvidia (peso del 5,54%), Alphabet (5,07%), Broadcom (5,04%), Meta (4,95%) e Tsmc (4,89%). Non possono mancare altre big tech quali Oracle, Microsoft, Amazon, Alibaba e l’emergente Palantir, tutte con pesi superiori al 4%.
L’Etf, quotato sul Nyse e che presenta un Ter abbastanza elevato (0,75%), dal suo lancio vanta un saldo di +12% circa.
Gli ultimi ingressi
In un post su X, Ives ha annunciato ieri alcune new entry nel suo Etf. In particolare spicca l’inclusione del leader della sicurezza informatica CrowdStrike Holdings, della piattaforma di gioco Roblox, del il gigante dell’energia GE Vernova e infine del fornitore di servizi cloud Nebius Group. Escono invece il produttore di software Adobe e le società di sicurezza informatica Cyberark Software e Elastic.