Notizie Notizie Mondo Bce, anche Lagarde parla della Francia. Le parole su banche e debito

Bce, anche Lagarde parla della Francia. Le parole su banche e debito

1 Settembre 2025 17:03

L’instabilità politica francese resta in primo piano sui mercati finanziari. Tra una settimana (8 settembre) il Parlamento francese si esprimerà sul piano fiscale del Primo Ministro Bayrou, che prevede tagli di bilancio per 44 miliardi di euro. E salvo una svolta a sorpresa, tra una settimana esatta la Francia potrebbe ritrovarsi senza Governo.

Un tema d’attualità che riempie le cronache transalpine ma anche quelle finanziarie. Un tema che è stato toccato anche dalla presidente della Banca centrale europea (Bce) Christine Lagarde. “Tutti i rischi di caduta dei governi nei Paesi dell’Eurozona sono preoccupanti”, ha dichiarato l’ex ministro francese delle Finanze nel corso di una intervista a RadioClassique.

Lagarde rassicura su banche francesi

“Quello che ho potuto osservare negli ultimi sei anni è che gli sviluppi politici e l’insorgere di rischi politici hanno un impatto sull’economia e sulla valutazione dei rischi Paese da parte dei mercati e, di conseguenza, sono fonte di preoccupazione per noi”, ha aggiunto Lagarde, mantenendo però un tono rassicurante sul sistema bancario francese che resta ben capitalizzato e supervisionato.

Per Lagarde “il sistema bancario francese è in una situazione migliore rispetto all’ultima crisi finanziaria; è ben strutturato, supervisionato e ha stakeholder responsabili, ha rimarcato l’ex numero uno dell’FMI precisando però che i mercati “in ogni circostanza valutano il ‘rischio paese'”.
“Per tutti i paesi della zona euro è assolutamente fondamentale avere un debito sostenibile, un debito gestibile. Per farlo, bisogna evidentemente che l’orientamento in termini di servizio del debito, in termini di volume del debito, sia al ribasso e rientri nei limiti di ciò che è stato concordato con i partner europei e che consiste nel controllare le proprie finanze pubbliche”.

Francia: Algebris, timori passeggeri o svolta duratura?

Martedì scorso, Bayrou ha chiesto un voto di fiducia sul bilancio, una mossa che con ogni probabilità determinerà la caduta della sua coalizione. “Non sono attese elezioni anticipate: è più probabile la nomina di un nuovo Primo Ministro, chiamato a costruire una legge di bilancio sulla base di intese con le diverse forze politiche. Al momento, nuove elezioni presidenziali appaiono escluse e il Rassemblement National non sembra in grado di assumere il potere”. È quanto si legge nel commento settimanale del Global Credit Team di Algebris Investments.

I mercati tornano a concentrarsi sulle prospettive fiscali della Francia. “La traiettoria delle finanze pubbliche è in deterioramento: il rapporto debito/PIL, già elevato al 115%, è destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni – segnalano gli esperti -. Ridurre il deficit dal 5,4% del PIL previsto per quest’anno al 4,6% nel 2025 sarà estremamente difficile. L’obiettivo fissato da Bayrou si è rivelato poco realistico e ora il deficit sembra destinato ad attestarsi più vicino al 5,5–6% entro il 2026. In assenza di misure di consolidamento, il rischio di declassamenti del rating è concreto: le agenzie sono pronte a pubblicare le loro revisioni subito dopo il voto di fiducia”

I downgrade sono già in parte scontati: lo spread OAT-BTP è vicino allo zero, l’OAT-ESTR a 100 bps e l’OAT-Bund a 80 bps. Quest’ultimo potrebbe restare ampio, ma non si può escludere ulteriore volatilità in vista dell’8 settembre. Molto dipenderà dalla capacità dei mercati di assorbire il progressivo deterioramento fiscale della Francia. Per ora, un tracollo appare improbabile: lo scenario più plausibile resta la prosecuzione di una lenta erosione della posizione fiscale”.