Notizie Notizie Italia Bitcoin e oro verso il 2030: tre scenari tra inflazione, fiducia e protezione del valore

Bitcoin e oro verso il 2030: tre scenari tra inflazione, fiducia e protezione del valore

6 Agosto 2025 12:00

Con un’inflazione ancora persistente, un debito pubblico in crescita, molti investitori stanno sempre più riconsiderando il valore dei beni rifugio come strumenti di protezione e mantenimento del potere d’acquisto nel lungo periodo. Tradizionalmente, l’oro é stato il leader tra i “safe heaven asset“, e infatti il suo prezzo è salito alle stelle in questi ultimi mesi.

Ma anche il bitcoin si sta affermando come un’alternativa credibile. Questa la view di Blake Heimann, senior associate e quantitative research di WisdomTree, evidenziata in una analisi che presenta tre scenari economici di diverso tipo. Al 2030 “il bitcoin dovrebbe raggiungere i 250mila dollari e l’oro salire a 4mila dollari”, con un potenziale ulteriore rialzo in caso di escalation dell’inflazione e di ulteriore irresponsabilità fiscale.

La storicità dell’oro

Tra il 1970 e il 2025, l’offerta monetaria globale è cresciuta in modo esponenziale, passando da meno di 1.000 miliardi a circa 180.000 miliardi di dollari, seguendo una curva di potenza legata alla necessità di sostenere la crescita economica, gestire il debito e finanziare i disavanzi pubblici. In questo contesto, l’oro ha mantenuto il ruolo di asset stabile di riferimento, con una capitalizzazione variabile in base al regime macroeconomico: più bassa in fasi di stabilità o deflazione, più alta nei periodi di crisi o inflazione. Storicamente, la sua quota sull’offerta monetaria oscilla tra il 5% e oltre il 40%, con una mediana intorno al 15%.

Alla fine del 2024, combinando l’oro (18.200 miliardi di dollari) con il bitcoin (1.800 miliardi di dollari), la quota totale degli asset stabili rispetto alla moneta globale arrivava a circa il 12%. “Si tratta di un livello elevato se confrontato con quello degli ultimi decenni, ma che comunque rientra nell’intervallo storico”, spiega Heimann.

La crescita del Bitcoin

L’evoluzione del bitcoin, da esperimento marginale ad asset macroeconomico rilevante, è stata rapida. Nel 2015 valeva meno di 5 miliardi di dollari, pari a meno dello 0,1% del paniere delle cosiddette “stabile coin”. Dieci anni dopo, ha superato i 2.000 miliardi, rappresentando oltre l’8% di un paniere cresciuto a oltre 25.000 miliardi, mentre la quota complessiva delle stable coin sull’offerta monetaria globale è quasi raddoppiata. Questo “a dimostrazione della crescente risposta degli investitori ai rischi strutturali del sistema finanziario tradizionale”, precisa l’analisi.

Sono vari i motivi di questo cambio di passo, favorito da fattori strutturali, come ETF e infrastrutture istituzionali, e ciclici, come la sfiducia nelle istituzioni. Durante recenti crisi, il bitcoin si è distinto dagli asset di rischio, rafforzando il suo ruolo di “oro digitale” e consolidandosi come complemento credibile all’oro.

Lo scostamento del bitcoin rispetto agli asset di rischio tradizionali, come i titoli tecnologici, è apparso evidente all’inizio di aprile, quando le minacce percepite all’indipendenza delle banche centrali hanno fatto salire i prezzi. Tra il 31 marzo e il 21 aprile, il bitcoin è cresciuto del 6,0% e l’oro del 9,6%, mentre il Nasdaq è sceso del 7,6%. Dinamiche che sono state la prova per la tesi di investimento a favore del bitcoin, evidenziandone il potenziale in periodi di incertezza politica.

Le previsioni al 2030: gli scenari

Fino a quanto possono arrivare da qui al 2030? L’analisi di WisdomeTree ha elaborato tre modelli con traiettorie di crescita distinte: lo scenario deflazionistico, quello base e quello inflazionistico, a seconda di come può evolversi la situazione nei prossimi anni.

Sintesi dei risultati Bitcoin e Oro
 © WisdomTree

Scenario deflazionistico: Bitcoin a 120mila euro ma scende l’oro

In un contesto di rigore fiscale e politiche monetarie restrittive, l’inflazione cala, i tassi reali salgono e l’offerta monetaria globale cresce lentamente, raggiungendo i 206.000 miliardi di dollari entro il 2030. In questo scenario, il prezzo del bitcoin dovrebbe crescere moderatamente fino a 120.000 dollari nel 2030 e a 213.000 nel 2050, mentre l’oro calerebbe leggermente a 3.000 dollari. Questo rappresenta il caso conservativo, utile come soglia minima per valutare la tenuta degli asset scarsi in contesti di bassa inflazione.

Scenario di base: continua la crescita se lo scenario non cambia

Mantenendo uno scenario coerente con quello che sta accadendo ora, la quota degli asset stabili salirebbe dal 12 al 15%, per un valore complessivo di 35.000 miliardi. Il bitcoin arriverebbe ad una fetta pari al 15% del paniere, favorito da un’adozione istituzionale crescente. Il prezzo previsto per il bitcoin è di 250.000 dollari nel 2030 e oltre 650.000 entro il 2050.

L’oro seguirebbe con una crescita solida, arrivando a 4.000 dollari/oncia nel 2030 e superando i 9.000 entro metà secolo.

Scenario inflazionistico: la crisi monetaria fa salire alle stelle l’oro

In presenza di forti pressioni inflazionistiche, debito pubblico crescente e politiche fiscali accomodanti, l’offerta monetaria globale accelera fino a oltre 260.000 miliardi di dollari nel 2030. Gli asset stabili salgono al 20% dell’offerta, con una capitalizzazione combinata di 50.000 miliardi.

Il bitcoin diventerebbe sempre più centrale, coprendo il 20% del paniere, raggiungendo un prezzo pari a 500.000 dollari nel 2030 e 2 milioni entro il 2050. L’oro raggiungerebbe oltre 5.500 dollari/oncia nel breve e 19.000 nel lungo periodo. Questo scenario riflette un contesto di crisi monetaria, in cui gli investitori cercano riserve di valore credibili per proteggersi dalla svalutazione.