Notizie Criptovalute Strategy vs Bitcoin, perché la creatura di Saylor corre più del doppio della cripto (su cui si basa)?

Strategy vs Bitcoin, perché la creatura di Saylor corre più del doppio della cripto (su cui si basa)?

7 Luglio 2025 09:05

Tra un mese scoccheranno i 5 anni dalla svolta che Michael Saylor, in piena pandemia, decise di imprimere alla sua Microstrategy, oggi ribattezzata Strategy, divenuta una vera e propria cassaforte strapiena di Bitcoin.

La svolta del 2020

Strategy capitalizza ormai ben oltre 100 miliardi di dollari e in 5 anni ha visto il proprio valore lievitare di oltre il 3.000%. La svolta è stata la decisione nell’agosto 2020 di iniziare ad accumulare Bitcoin a ritmo sempre crescente utilizzando una combinazione di debito e capitale proprio. Ad oggi la società di Saylor ne detiene addirittura oltre 597 mila, circa il 3% del totale dei token in circolazione, per un valore di circa 64 miliardi di dollari al 30 giugno.

Ormai il business di Strategy è correlato a doppio filo al bitcoin, ma i numeri di Borsa ci dicono qualcosa di un po’ diverso. Le azioni della sua azienda sono aumentate del 210% nell’ultimo anno, ben al di sopra del guadagno dell’80% del bitcoin nello stesso arco di tempo.

Performance a confronto: Strategy a velocità doppia del Bitcoin

Perché? A chiederselo è anche Jim Chanos, celebre short seller di Wall Street che sta intensificando le sue critiche al trading sul titolo Strategy. “Non ha senso”, ha detto Chanos in una recente intervista al podcast “Odd Lots” di Bloomberg.

Logica vorrebbe, secondo Chanos, che Strategy non dovrebbe essere valutata più in alto dell’asset sottostante che possiede e che gli investitori potrebbero semplicemente acquistare bitcoin invece di azioni di una società che acquista bitcoin.

Saylor replica alle accuse dello short seller Chanos

Saylor, presidente e ceo di Strategy, non ha mancato di rispondere ai dubbi di Chanos rimarcando come le azioni di Strategy sono più facili da possedere e acquistare rispetto ai bitcoin o ai fondi negoziati in borsa su bitcoin a causa della conformità e delle regole normative.

I sostenitori del suo approccio sostengono anche che le azioni di Strategy vengono scambiate a un prezzo così elevato rispetto al bitcoin perché gli investitori ritengono che la società continuerà a risucchiare una parte maggiore dell’offerta finita dell’asset di 21 milioni di unità.

“Se vuoi 10 volte i tuoi soldi, compri bitcoin”, sono state le parole di Saylor a maggio in una conferenza convocata per mostrare ad altre aziende come adottare la sua cosiddetta strategia di “tesoreria bitcoin”.
“Se vuoi 100 volte i tuoi soldi, compri bitcoin con i soldi di qualcun altro. Se vuoi 1000 volte i tuoi soldi, compri bitcoin con i soldi di qualcun altro e poi fai leva sul bitcoin”.

Chanos ha controreplicato a Saylor definendolo un “venditore meraviglioso”, ribadendo che il tutto è “incomprensibile dal punto di vista finanziario”.

Le performance di Strategy al momento danno chiaramente ragione a Saylor e torto a chi come Chanos ha scommesso short contro Strategy. Gli investitori che hanno scommesso contro Strategy nell’ultimo mese hanno registrato perdite per 3,6 miliardi di dollari, secondo il fornitore di dati sui venditori allo scoperto S3 Partners.

Chanos non è l’unico a eccepire su Strategy. Gustavo Gala, analista di Monness, Crespi, Hardt & Co, ritiene che il premio a cui tratta Strategy probabilmente diminuirà poiché gli investitori obbligazionari hanno mostrato un interesse limitato per il debito convertibile della società e le azioni privilegiate utilizzate per finanziare i suoi acquisti di bitcoin.

Le altre società che fanno tesoreria di Bitcoin

Inoltre c’è una crescente concentrazione di aziende che perseguono una “strategia di tesoreria BTC imitativa”, a partire da Trump Media & Technology Group, passando per la meme stock GameStop e la nipponica Metaplanet.

Nella prima metà del 2025, le società quotate hanno acquistato collettivamente 245.191 bitcoin, più del doppio rispetto agli ETF che detengono bitcoin nello stesso periodo.

Ultimo in ordine di tempo ad aggiungersi alla pattuglia, ma con nel mirino non il bitcoin ma l’ethereum, è il fondatore di Fundstrat, Tom Lee, che si è unito alla società di mining di bitcoin BitMine Emersion Technologies come presidente e raccogliere 250 milioni di dollari per lanciare una strategia di tesoreria incentrata su ether. Il prezzo delle azioni di BitMine è balzato di oltre 30 volte il prezzo pre-annuncio.