Guzzo (Morgan Stanley): “In Italia costoso rinviare misure di austerita’”
Il cambio al vertice del dicastero dell'economia, con il ritorno all'incarico già ricoperto da parte di Giulio Tremonti, è stato messo in relazione dalla stampa al caso Banca d'Italia, ma questa tesi non convince Vincenzo Guzzo, responsabile della ricerca macroeconomica per i paesi del Sud Europa in Morgan Stanley, che in un report odierno chiarisce che l'Italia sta fronteggiando un crisi ben più complessa. Secondo Guzzo l'uscita di scena di Siniscalco è conseguenza delle difficoltà italiane nell'adottare misure di austerità finanziaria in prossimità delle elezioni politiche, un problema con cui avrà a che fare anche Tremonti. "L'Italia fronteggia due sfide - chiarisce Guzzo - intraprendere un sentiero di crescita economica di medio termine e mettere il rapporto debito Pil su una traiettoria discendente. In ambito competitivo il tempo gioca a favore dell'Italia, grazie a una globalizzazione che ridurrà gradualmente le inefficienze e gli oligopoli, mentre più serio è il problema del debito".
Morgan Stanley prevede infatti che dopo dieci anni di ininterrotta riduzione, il rapporto debito/Pil italiano tornerà quest'anno a crescere. Ma l'analista della casa d'affari si spinge anche oltre, indicando che il costo di un'ulteriore procrastinazione nell'assumere misure di austerità potrebbe rivelarsi improvvisamente alto.
Morgan Stanley prevede infatti che dopo dieci anni di ininterrotta riduzione, il rapporto debito/Pil italiano tornerà quest'anno a crescere. Ma l'analista della casa d'affari si spinge anche oltre, indicando che il costo di un'ulteriore procrastinazione nell'assumere misure di austerità potrebbe rivelarsi improvvisamente alto.