Caso Bond ArcelorMittal per la Lega, i dettagli di quello che non era l’unico investimento ‘vietato’
Il tesoriere della Lega, Giulio Centemero, ha chiarito che il bond ArcelorMittal in cui il partito di Matteo Salvini aveva investito 300mila euro è stata ceduto nel gennaio 2015. Chiarimento che non ha placato le polemiche con il M5S che continua ad attaccare la Lega e nel suo blog attacca: "Perché un partito, che dovrebbe rispondere a criteri etici di altissimo profilo, usa i soldi dei suoi iscritti e sostenitori, per azioni di questo tipo, agendo come una qualunque finanziaria?".
La storia degli investimenti della Lega è documentata da Giovanni Tizian e Stefano Vergine sull'Espresso e nel Libro nero della Lega. Come ricostruisce oggi il quotidiano Repubblica, nel 2013 - quando Salvini diventa segretario - ha nel portafoglio 300mila euro di bond di Arcelor Mittal e complessivamente gli investimenti totali sono per 1,2 milioni (ci sono anche poste su Mediobanca e sugli spagnoli di Gas Natural) e lì rimangono per almeno due anni; investimenti che un partito non potrebbe fare in quanto la legge sul finanziamento dei partiti del 2012 vieta di scommettere in borsa se non su titoli di stato italiani o dei paesi europei. Tizian e Vergine contano che il patrimonio netto leghista alla fine del 2014 valeva 13,1 milioni e un anno dopo, assai a sorpresa stando ai numeri, si dimezza: la Lega in un anno perde cinquecentomila euro al mese.