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Canoni affitto sempre più alti, aumenta rendita dell’investimento sul mattone. I dati città per città

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Prosegue la risalita dei canoni di locazione delle abitazioni arredate verso i livelli pre-crisi, con prezzi medi mensili che si sono attestati a 616 euro contro i 641 euro del 2009. È quanto emerge dal Rapporto sulle locazioni 2018 di Solo Affitti, elaborato con il supporto scientifico di Nomisma. Quest’anno i prezzi segnano un +2,1%. Contestualmente si conferma la contrazione dei prezzi delle case. Guardando i dati di metà anno, l’Italia è l’unico Stato dei 28 membri della Ue a far registrare un dato negativo, -0,2 per cento, nel confronto tra secondo trimestre 2019 e secondo trimestre 2018. Il combinato disposto di canoni d’affito in aumento e prezzi case in calo va a rendere più redditizio l’acquisto di un immobile in ottica d’investimento.

“Per colmare il divario rispetto al 2009 – afferma Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – mancano ormai solo 4 punti percentuali che corrispondono a circa 25 euro mensili. A impattare sulla risalita dei prezzi di affitto sono soprattutto dinamiche legate all’offerta di immobili, non sufficienti a soddisfare le richieste nel comparto residenziale, in particolare nelle zone centrali delle principali città. È soprattutto il fenomeno degli affitti brevi, particolarmente rilevante in città come Bologna, Firenze e Milano, a ‘spostare’ appartamenti dal settore abitativo verso quello turistico, causando rialzi generalizzati. Chi affitta un immobile arredato (616 euro la media mensile) – aggiunge Spronelli – riesce a spuntare prezzi di affitto più alti anche del 15% rispetto a una casa non ammobiliata (537 euro) e la crescita dei canoni, infatti, é stata più marcata per gli immobili arredati (+2,1%) rispetto a quelli non arredati (+0,2%). Questa situazione di stasi, caratterizzata da una domanda molto dinamica e un’offerta di immobili in contrazione, soprattutto nei quartieri centrali, fa pensare che nei prossimi mesi non ci saranno inversioni di tendenza rispetto ai trend che abbiamo rilevato. I canoni crescono in maniera generalizzata al Centro Nord, mentre sono tendenzialmente stabili o in calo al Centro Sud e nelle Isole”.

Solo Affitti ha registrato gli incrementi maggiori dei canoni a Bologna (+9,8%), Bari (+6,9%) e Palermo (+6,8%), seguite a stretto giro da Milano (+6,3%) e Genova (+5,9%). I canoni di locazione crescono, anche se in misura minore, a Trento (+4,8%) e misura analoga a Firenze (+3,8%), Trieste e Venezia (+3,7% ciascuna). In decisa controtendenza Roma (-4,5%), dove la revisione degli accordi territoriali da un lato ha favorito l’incremento del numero dei contratti a “canone concordato” e dall’altro ha ridimensionato i prezzi a fronte di consistenti agevolazioni fiscali per i proprietari. In calo anche Cagliari (-4,2%) e Napoli (-3,2%). Quasi appaiate Catanzaro (-2,9%) e Ancona (-2,5%), che registrano una riduzione dei prezzi di affitto più rilevante di quella riscontrata a Perugia (-2,1%) e Torino (-0,8%). Sostanzialmente in linea con l’anno scorso i canoni di locazione a Potenza e Campobasso (+0,4%).

Milano, con una media di 1.234 euro al mese per le case arredate, si conferma il capoluogo più caro d’Italia per andare in affitto. Si allarga il divario dei canoni di locazione rispetto alla Capitale (884 euro): dal +25% del 2018 al +39,6% di quest’anno. Tra i capoluoghi più “cari d’Italia” ci sono anche Bologna (793 euro) e Firenze (764 euro), tallonate da Venezia (753 euro) e Trento (735 euro), mentre i prezzi mensili di affitto diventano progressivamente più accessibili a Napoli (630 euro), Cagliari (581 euro) e Trieste (563 euro). Come già rilevato negli ultimi anni Catanzaro (368 euro), Perugia (409 euro) e Potenza (426 euro) sono i capoluoghi con gli affitti più a buon mercato.