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Via a nuovo risiko banche: tra predatori Banco BPM. E c’è la francese che guarda a Creval

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Occhio al trio di scelte per Mps. Entro tre anni lo Stato dovrà scendere dalla quota detenuta del 70%. Giuseppe Castagna, numero uno di Banco BPM, ha detto chiaramente che …

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Via a una nuova fase di M&A nel panorama bancario italiano, con i “predatori” Ubi Banca e Banco BPM in primis. “Riparte il risiko delle banche italiane, Ubi e Banco BPM guidano la caccia”, scrive Affari&Finanza nell’edizione odierna. Nell’articolo si parla anche dell’inedita avance francese su Creval e delle possibili mosse di Bper rafforzata dall’asse con Unipol.

Sono gli stessi banchieri, scrive Affari&Finanza, a ritenere che scatterà presto un nuovo “giro di fusioni”.

D’altronde, molte banche presentano un modello insostenibile, a causa dei costi crescenti e di un contesto che, tuttora, è caratterizzato da tassi di interesse ancora troppo bassi per dare qualche garanzia sul fronte della redditività.

“Molti banchieri pensano che partirà un altro giro di aggregazioni, per tenere testa all’aumento dei costi legati a regole e tecnologia, a fronte di ricavi ridotti dai tassi nulli”.

E comunque l’assist al processo di consolidamento c’è, e arriva tra gli altri dallo stesso Fondo Monetario Internazionale che, nel documento preparato per il G20 di Buenos Aires che prenderà il via oggi 19 marzo ha dato un giudizio positivo sull’Italia, esortandola a sfruttare la ripresa per “il risanamento dei conti pubblici e il consolidamento del sistema bancario“.

Dunque, via a fusioni e operazioni di M&A con la benedizione del Fmi.

Riguardo alle potenziali prede, l’articolo ricorda come il 2017 non sia stato un anno fortunato per Mps, Creval e Carige, che hanno chiuso con l‘ennesima perdita di bilancio, “per l’incidenza degli accantonamenti sui crediti deteriorati che si affianca ai costi di adempimento normativo (lievitati) e quelli per alzare sempre più le soglie di patrimonio regolamentare”.

Tutto questo, mentre qualche anticipazione è arrivata dagli stessi banchieri dei possibili “predatori”. Come da Giuseppe Castagna, numero uno di Banco BPM che, parlando in occasione del congresso annuale del sindacato Fabi, ha detto chiaramente che “siamo di fronte a una fase che molte economie europee hanno già vissuto e che vedrà un accorpamento delle banche in Italia“.

Sul caso specifico di Banco BPM, “dopo le ristrutturazioni del 2017 ci aspettano un 2018 e un 2019 di consolidamento della redditività, poi guarderemo a nuove fusioni“.

Citando la concorrenza sui prestiti, Castagna ammette anche che “nel credito i costi in Italia sono i più bassi in Europa, ci scanniamo sugli stessi territori e clienti, ed è ben difficile per banche della nostra taglia fare concorrenza a Intesa SanPaolo e UniCredit, che capitalizzano dieci volte tanto”.

Ma chi farebbe la prima mossa, e come?

Mps è sicuramente una preda da guardare con attenzione. Si ricorda che entro tre anni lo Stato italiano dovrà scendere dalla quota del 70% che detiene nell’istituto senese: dunque, “un’aggregazione che crei un terzo grande gruppo, da scegliere tra Ubi, Banco BPM e Bper, è da molti vista come la più lineare”.

E si parla anche dell’avance (inedita) di Credit Agricole su Creval. Viene fatto notare infatti come l’Agricole in Italia sia tra le poche straniere che desidera crescere ancora e “rivaleggiare con le big Intesa SanPaolo e UniCredit”. 

Ricerca di partner esterni anche per Carige mentre, in riferimento a Popolare di Sondrio, si fa notare che la banca è nel mirino dei fondi stranieri, ma che “potrebbe smarcarsi con operazioni di aggregazione”.

C’è poi anche la Popolare di Bari, in attesa della decisione della Consulta sulla legge di riforma delle popolari, per “trasformarsi in spa e a breve rinforzare patrimonio e governance”.

Per Affari&Finanza, così come Carige e Creval, forse anche questa banca “cercherà in partner esterni un modello industriale più sostenibile“.

Le voci di una nuova fase di M&A per il settore italiano non scaldano il settore bancario: Ubi Banca in calo dello 0,10% quando è trascorsa un’ora circa dall’inizio della sessione, UniCredit -0,43%, Mediobanca -0,32%, Banco BPM -0,39%, Bper positiva con +0,90%, Intesa SanPaolo -0,41%. Banca Mps -0,83%, Pop Sondrio arretra di oltre -1%. Ma le indiscrezioni hanno presa sulle quotazioni di Creval, che fanno +4%.