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Venti avversi nella seconda metà dell’anno e nel 2017 gli Stati Uniti rischiano la recessione (Beffy)

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Pierre Olivier Beffy, capo economista di BNP Paribas, ha presentato ieri a Milano l’outlook 2016/2017 di Exane BNP Paribas. Secondo lo strategist l’economia vive un mini-ciclo positivo destinato ad affrontare venti avversi a partire dall’estate. 
I mercati azionari hanno la capacità, storicamente provata, di anticipare l’andamento dell’economia reale. Di quanto è questione aleatoria anche se di solito si tratta di un paio di trimestri. Il brutto inizio d’anno, quindi, anticiperebbe un peggioramento dello scenario economico globale nella seconda metà dell’anno. L’ipotesi è in linea con il pensiero di Pierre Olivier Beffy, capo economista di BNP Paribas che attende “un peggioramento della crescita nella seconda metà del 2016, anno in cui termineranno numerosi trend”. Tra questi il movimento al ribasso del petrolio “sebbene l’equilibrio appare ancora lontano”. La stabilizzazione dei prezzi dell’oro nero rappresenta un primo vento contrario per l’economia. L’effetto bonus per i consumatori, derivante dai risparmi sul costo dei carburanti, sarà meno intenso. 
L’Europa è una delle aree geografiche che più ha goduto di questo beneficio. Anche per lei il 2016 rappresenta un anno di svolta: “Si tratta, probabilmente, dell’ultimo anno si riparazione della crisi con gli spread sovrani che si attesteranno su livelli particolarmente bassi per i prossimi sei mesi. Nonostante la crescita continuerà a rimanere sopra-potenziale, il traino principale rimarranno sempre le esportazioni”. Ma la dipendenza dall’estero potrebbe cominciare a giocare contro l’Europa. Tralasciando i rischi politici rappresentati dalla questione dei migranti, dalla Brexit, dalla crescita dei consensi per i partiti populisti “il driver di crescita saranno ancora gli Stati Uniti e i Paesi emergenti“. I quali a loro volta andranno incontro alla fine di un trend. 
Per gli Stati Uniti, in particolare, Beffy ipotizza un rischio recessione nella seconda parte del  2017: “Il 2016 è probabilmente l’ultimo anno positivo prima della recessione che potrebbe colpire il paese nella seconda metà del prossimo anno”. Il fattore di maggiore preoccupazione per il capo economista di Exane BNP Paribas sono i bilanci della corporate America. Mentre il settore finanziario ha ridotto i livelli di indebitamento “i bilanci delle società americane sono minacciati dalla crescita della leva finanziaria, dal rialzo dei tassi e dal fatto che il primo anno dopo le elezioni presidenziali (si terranno a fine 2016 ndr) si caratterizza per una crescita inferiore a quella degli altri anni di mandato”. 
Per quanto riguarda i Paesi emergenti “il 2016 sarà l’ultimo anno di svalutazione delle valute, il che permetterebbe un marginale miglioramento del canale esportazioni ma amplificherebbe i problemi di inflazione”.