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UniCredit, Euromoney: Mustier banchiere dell’anno. L’AD: “banche italiane opportunità per investitori”

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“Un completo punto di svolta” per le banche italiane. Mustier ha commentato così quello che è accaduto nelle ultime due settimane, riferendosi sia al salvataggio delle banche venete, che all’ok …

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Il numero uno di UniCredit, Jean Pierre Mustier, è il Banchiere dell’Anno. Precisamente, il “Banchiere dell’Anno 2017”, a capo della “Migliore banca in Italia”. Sono i riconoscimenti arrivati dalla rivista Euromoney.

La notizia è giunta con un comunicato diramato dallo stesso istituto di credito, che ha scritto che UniCredit si è aggiudicata complessivamente cinque premi: “Migliore banca in Italia”, “Migliore banca in Croazia”, “Migliore banca per la gestione patrimoniale in Europa Centrale e Orientale” e “Migliore banca per i servizi di transazioni in Europa Centrale e Orientale”. E, per lìappunto, il ceo francese Mustier è stato nominato “Banchiere dell’Anno 2017”.

D’altronde, sotto la sua guida UniCredit ha fatto notevoli progressi, con un aumento di capitale da 13 miliardi di euro, che si è concluso con un grande successo e la presentazione di un piano industriale che il mercato ha apprezzato.

Mustier ha sempre ribadito la propria fiducia non solo in UniCredit, ma nell’intero sistema bancario italiano. E lo ha fatto anche oggi, nel corso di un’intervista che ha rilasciato a Francine Lacqua nel corso della trasmissione “Bloomberg Surveillance”, in cui ha definito anche l’istituto di credito “A Wonderful Bank”, una banca meravigliosa, con 25 milioni di clienti e un team straordinario.

Sulle banche italiane in generale, l’AD ha parlato di “un importante punto di svolta” in relazione agli sviluppi delle ultime due settimane, ovvero al salvataggio delle banche venete e all’ok Ue alla ricapitalizzazione precauzionale di Mps.

“Quando abbiamo lanciato l’aumento di capitale a gennaio, abbiamo detto agli investitori che Mps e le banche venete sarebbero state messe in sicurezza, e che il premio sul rischio delle banche italiane sarebbe sceso. Ed è quanto sta accadendo proprio ora, visto che “non c’è più il premio sul rischio se si considerano le banche italiane nel complesso”. In aggiunta a ciò, i crediti deteriorati stanno scendendo”. Di conseguenza, “l’outlook per il settore bancario in Italia è molto buono“.

Mustier ha aggiunto che “gli investitori non dovrebbero vedere le banche italiane con preoccupazione, ma come ancora di più una opportunità su cui posizionarsi” anche perchè gli istituti “non presentano più problemi sistemici”. Alla domanda se gli investitori torneranno a puntare sul settore bancario italiano, l’AD ha sorriso, rispondendo: “Beh, sono già tornati in modo notevole da noi, in occasione del nostro aumento di capitale, e di ciò UniCredit continua a beneficiare”. Insomma, con “il rischio sistemico ormai rientrato, le banche italiane sono davvero un buy molto buono (“a very good buy”, stando alle parole testuali)

Certo, rimane il problema degli NPL (crediti deteriorati), la cui presenza nelle banche italiane – sottolinea la giornalista di Bloomberg, è massiccia. Mustier ha detto a tal proposito che “dobbiamo vedere le cose in prospettiva” e che esaminando i dati sull’NPL si evince che si tratta di “un grande ammontare, ma non di un ammontare sistemico”.

Inoltre, la vendita stessa di crediti deteriorati di UniCredit conferma che “gli investitori hanno un grande appetito per gli NPL”.

Sulle condizioni attuali del sistema bancario italiano, “non credo che ormai ci siano più grandi problemi da affrontare, in quanto i principali sono stati già gestiti” (riferimento a Mps e banche venete). Inoltre, “l’economia italiana sta riportando una performance piuttosto positiva”.

Tornando al dossier di Popolare di Vicenza e Veneto Banca, alla domanda se in qualche modo UniCredit si sia sentita scavalcata da Intesa SanPaolo (che ha rilevato gli asset performanti dei due istituti al prezzo simbolico di 1 euro), l’AD ha fatto notare che dall’annuncio del salvataggio delle banche UniCredit è stato il titolo bancario che ha riportato la migliore performance in Italia“. Insomma, Mustier ha difeso la decisione presa dal governo italiano, anche perchè “le banche venete presentavano un problema originale sistemico, che avrebbe potuto peggiorare”.

“Sono un banchiere e non mi occupo di politica”, ha detto Mustier riferendosi poi alla presenza di UniCredit in Turchia. Sul fronte del business, “siamo molto contenti di essere nel paese”.

Sui progressi in merito alla cartolarizzazione dei crediti deteriorati, e quindi al progetto “Fino” (acronimo per Failure Is Not an Option, ovvero il fallimento non è una opzione), Mustier ha affermato che le cose “stanno andando molto bene”, aggiungendo: “Abbiamo un accordo con Fortress e finora è stato ceduto più del 50% del portafoglio”.