L'ultimo valzer del denaro a basso costo? (Fondionline.it)

Inviato da Redazione il Mar, 17/07/2007 - 16:01
Dopo un bull trend permeato da una volatilità medio annua del 15% nel periodo 2003-2006, i mercati azionari potrebbero far ritorno alle medie di lungo termine. Il saldo negativo raccolto dalle Borse in giugno non ha impedito di chiudere in territorio positivo il bilancio del primo semestre del 2007, con rialzi del 7% nei mercati dei paesi sviluppati (stando all'indice AIFI) e del 14% nei mercati emergenti. Queste rivalutazioni sono leggermente superiori alle aspettative formulate dagli analisti nei primi giorni dell'anno in corso, e sembrano essere il frutto della propensione alla crescita mostrata dall'economia mondiale. Tuttavia, non vogliamo soffermare l'attenzione sul saldo semestrale ma sulle modalità seguite per raggiungerlo, ed in particolare sull'aumento del livello di volatilità. E' un dato abituale che le Borse presentino una volatilità annua vicina al 20%. Nel trend rialzista iniziato nel 2003, la volatilità media è stata solo del 15%. Gli esperti si aspettano una normalizzazione della volatilità. I motivi addotti a supporto di tale ipotesi sono ben cinque. Il primo è una logica inversione di tendenza. Il secondo affonda le radici nell'attesa decelerazione economica mondiale. Il terzo è la riduzione dei tassi di crescita degli utili aziendali: già lontani dal 30% di qualche trimestre addietro, e attualmente vicini all'8%. Il quarto è la relazione positiva tra valutazioni e volatilità: la consapevolezza che i listini azionari non offrono più valutazioni convenenti sta facendo crescere il sentiment orientato alla prudenza e una maggiore attenzione alle vendite. Infine, la presenza di un contesto di politica monetaria orientato ad un rialzo del costo del denaro che genera non pochi dubbi sull'impatto negativo del ciclo economico e, contemporaneamente, riporta l'attenzione sui rendimenti offerti dal mercato obbligazionario. (Segue)
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