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Ue, “due mesi per cambiare la legge Gasparri”

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La legge Gasparri va modificata. Questo il responso della Commissione europea, che ieri ha aperto una procedura di infrazione, concedendo al governo italiano sessanta giorni per avviare la revisione delle norme sul riordino televisivo. Bruxelles ha scoccato comunque la freccia meno tagliente tra quelle a sua disposizione. “Abbiamo preferito evitare di colpire in maniera diretta soggetti concreti” ha dichiarato Franco Frattini, vice presidente della Commissione, riferendosi a Rai e Mediaset. Tre i punti toccati dalle contestazioni. La Gasparri precluderebbe a nuovi operatori l’accesso al digitale terrestre, visto che le frequenze possono essere acquistate solo da chi possiede le bande in analogico. Altro problema è il fatto che le norme attuali consentono alle imprese di trasmettere sia in analogico che in digitale, creando quindi un effetto blocco sul mercato. Infine l’ultimo aspetto riguarda il fatto che gli operatori potranno occupare fino all’ultimo gli spazi analogici prima di trasferirsi sul nuovo canale. Il ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni ha subito reagito. “Il governo risponderà alla Commisione nei tempi previsti, sono convinto che le modifiche che stiamo predisponendo verranno incontro ai chiarimenti richiesti da Bruxelles”.