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Trump blocca takeover di Qualcomm da Broadcom. Chiaro messaggio: America non è in vendita

L’ordine con cui Trump ha bloccato l’offerta da $117 miliardi per Qualcomm da parte di Broadcom è “l’ultimo segnale del duro approccio del presidente verso i takeover stranieri”.

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Oltre che a interferire nel commercio con l’imposizione di dazi doganali sull’acciaio e l’alluminio, il presidente americano Donald Trump scombussola i piani degli investitori stranieri in Usa e delle operazioni di M&A, dicendo no all’Opa ostile che Broadcom ha lanciato su Qualcomm. ù

Bloomberg fa notare che il messaggio di Trump è molto chiaro, ed è rivolto a tutti quegli investitori o fondi che puntano alla conquista di prede made in Usa: “l’America non è in vendita”. E non lo è soprattutto se l’obiettivo è quello di siglare accordi che conferirebbero alla Cina un vantaggio nell’arena tecnologica, tale da mettere a rischio la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Sebbene Broadcom abbia sede a Singapore, il no di Trump ha molto a che vedere con la paura della Cina: questo perchè l’americana Qualcomm compete con la cinese Huawei Technologies per una posta in gioco piuttosto alta: il dominio nel mercato della nuova generazione di tecnologia wireless.

“In questa decisione è presente un enorme cartello ‘Non in vendita’ apposto a qualsiasi azienda americana attiva nel settore dei semiconduttori – ha commentato in una intervista a Bloomberg Scott Kennedy, esperto di politica economica cinese presso il Centro di Studi Strategici e Internazionali di Washington – E per bloccare una transazione che abbia per oggetto una società di semiconduttori non c’è bisogno che ci sia, nei paraggi, un’azienda cinese”.

L’ordine con cui Trump ha bloccato l’offerta da $117 miliardi per Qualcomm da parte di Broadcom è, secondo Bloomberg, “l’ultimo segnale del duro approccio del presidente verso i takeover stranieri della tecnologia Usa, e fa anche parte di un piano più ampio per frenare la Cina in ambito commerciale”.

La guerra contro Pechino è insomma commerciale ma anche finanziaria: lo scopo è di tutelare il made in Usa.

Da segnalare che, dal 1990, solo cinque takeover di aziende Usa sono stati bloccati dai presidenti Usa sulla base di presunte minacce alla sicurezza nazionale. Barack Obama ne ha bloccati due nei suoi due mandati, mentre Trump ne ha azzerati due nell’arco di sei mesi.

Intanto, Broadcom paga il no di Trump cedendo il 5% circa alla borsa di Francoforte.

La società ha diramato un comunicato in cui afferma che sta riesaminando l’ordine di Trump e che “è fortemente contraria verso l’assunto secondo cui l’acquisizione proposta di Qualcomm possa sollevare qualsiasi tipo di preoccupazione di sicurezza nazionale”.