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Trader: in Italia ancora poco incline al mobile e al Fintech. Ecco chi è e come opera

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I trader italiani si confermano di sesso maschile, residenti al Nord e con livello di scolarità alto, ma poco inclini alle evoluzioni tecnologiche, come le nuove piattaforme Fintech. Sul piano operativo, prediligono le azioni italiane e operano almeno un’ora al giorno. Ecco il profilo del trader italiano che emerge dall’indagine, che per la prima volta ha indagato anche i comportamenti relativi all’esperienza digitale, presentata in occasione dell’ITForum 2017, in corso a Rimini (Leggi QUI).

Chi è il trader italiano
Il profilo socio-demografico è, come sempre, così composto: decisa maggioranza maschile (gli uomini
sono in media il 92%), residenza al nord Italia, livello di scolarità alto. Per la maggior parte (il 51%) l’età è compresa tra i 35 ed i 54 anni, anche se tra coloro che si considerano molto attivi nel trading (più di 200 operazioni nel trimestre) l’età diminuisce tra 25 e 44 anni. Chi può disporre del proprio tempo ed è quindi in grado di seguire i propri investimenti durante le prime fasi di Borsa non sono solo lavoratori autonomi, commercianti (12,5%), pensionati (16,7%) e trader di professione (5,6%), ma anche promotori finanziari (8,4%), dirigenti e imprenditori (7,2%). L’anzianità nel trading online è alta: il 66% del campione è attivo sui mercati finanziari da più di 7 anni e il livello di esperienza e conoscenza dei mercati finanziari è dichiarato buono, quando non ottimo, soprattutto relativamente ai mercati più tradizionali.

Come opera
Per investitori e trader i fattori critici di successo per i propri investimenti sono: capacità di definire corrette analisi e strategie, disponibilità di buone informazioni, il timing e la capacità mentale e psicologica di saper gestire correttamente i momenti di tensione inevitabili, sia nelle vincite che nelle perdite.
Nei primi mesi del 2017 l’operatività è stata concentrata, soprattutto, su azioni italiani (58% del
campione), ETF (29%), valute (29%) e derivati ed opzioni (26%). Tra quanti sono stati attivi nell’ultimo trimestre, più della metà (54%) dedica al trading almeno un’ora al giorno. L’incidenza è ovviamente maggiore tra chi effettua più di 200 eseguiti: il 96% dichiara di dedicare più ore ogni giorni e solo il 3% alcune ore alla settimana.

Il rapporto con la tecnologia
Tra i comportamenti analizzati, emerge che i trader italiani gestiscono i risparmi online e in particolare tramite desktop (74%) mentre notebook e smartphone sono utilizzati solo dal 33% del campione, più per accedere alle informazioni che per operare online. Per quanto riguarda il Fintech, che sta ridefinendo l’offerta di servizi bancari e finanziari, in Italia si è ancora alle fasi iniziali. Il trader italiano è ancora incerto su come queste innovazioni tecnologiche cambieranno l’utilizzo dei servizi finanziari: solo l’8% si dichiara molto informato sulle piattaforme di consulenza online mentre il 22% ne ha solo una conoscenza di base e il 20% non ne sa nulla.
La metà del campione resta dubbiosa nei confronti dei servizi bancari e assicurativi offerti da operatori non tradizionali e non sembra disponibile ad utilizzarli, il 29% potrebbe prendere in considerazione questi intermediari solo per effettuare le operazioni più semplici e per i pagamenti. Approccio ancora cauto nei confronti di intermediari con piattaforme Fintech per la gestione del risparmio e in questo caso i trader sembrano essere leggermente più propensi dei semplici investitori.
Pur tuttavia, per la maggior parte del campione, in futuro lo sviluppo del Fintech offrirà molteplici dati ed informazioni per la definizione di strategie (45%) e lo sviluppo di servizi a supporto dell’attività di trading (40%). Un quinto ritiene che gli effetti resteranno limitati alla condivisione di operazioni entro una community di trader e un altro 14% non si aspetta nulla.