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Stati Uniti: saldo payrolls sotto le stime. Tasso di disoccupazione al 4,5%

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Rilevazioni miste dal mercato del lavoro della prima economia del mondo. Il mese scorso il saldo delle buste paga nei settori non agricoli, le c.d. non-farm payrolls, si è attestato a 98 mila unità, 82 mila unità in meno rispetto alle stime, che erano pari a 180 mila unità secondo il consensus di Bloomberg.

Riviste le rilevazioni relative a febbraio: il dato è passato da 235 a 219 mila unità. Positivo invece l’andamento del tasso di disoccupazione, sceso dal 4,7 al 4,5 per cento, proseguendo la dinamica virtuosa in atto.

L’aggregato U-6 (che al tasso “classico” aggiunge i lavori scoraggiati, marginali e chi lavora a tempo parziale ma vorrebbe essere impiegato full-time) il mese scorso è sceso dal 9,2 all’8,9 per cento. Stabile il tasso di partecipazione, fermo al 63% dopo esser salito a febbraio rispetto al 62,9% di gennaio.

Conferme arrivano anche dall’andamento delle retribuzioni orarie, stabili allo 0,2% a 26,09 dollari su base mensile. Il dato annuo segna un +2,7%, in lieve calo rispetto al 2,8% di febbraio ma in linea con le previsioni degli analisti.

Nonostante il calo della rilevazione sulle Non farm pay-rolls, che ha interrotto la serie di 77 rilevazioni positive, si tratta di numeri che non fanno che rafforzare il quadro descritto dalle stime elaborate dalla società Adp sul saldo delle buste paga del settore privato statunitense relativa il mese di marzo uscita mercoledì. La rilevazione si è attestata a +263mila unità, in rialzo rispetto ai 245mila di febbraio (dato rivisto al ribasso dal precedente 298mila). Gli analisti avevano stimato un +185mila unità.

L’insieme di questi elementi corrobora la volontà della Federal Reserve di procedere con le guidance sui rialzi dei tassi d’interesse programmati nel 2017 e di ridurre il proprio bilancio. Dalle minute relative all’ultima riunione di marzo, in cui è stato incrementato il costo del denaro di un quarto di punto percentuale, emerge l’intenzione della Fed di iniziare a ridurre i $4,5 trilioni di bond che ingolfano il suo bilancio, a partire da quest’anno.