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Sottoscrittori di fondi, sale il gap tra Nord e Sud

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Secondo i dati forniti da Assogestioni (l’associazione che riunisce le società attive nel settore dell’industria del risparmio gestito in Italia), iI primato dell’utilizzo del prodotto fondo (nu¬mero di sottoscrittori rispetto alla popolazione residente nella provincia) spetta ai sottoscrittori residenti di Lecco (29,1 %), seguiti da quelli di Savona (28,3%) e di Parma (27,4%), mentre le province dove il prodotto fondo è meno utiliz¬zato sono Benevento, Avellino e Nuoro. L’investimento medio in fondi è più ele¬vato nel Nord Ovest con 36.523 euro, segue il Centro con 32.238, il Sud con 31.937 ed il Nord Est con 29.332; chiudono le Isole con 28.560 euro. Non bi¬sogna dimenticare, tuttavia, che I’analisi dell’investimento medio mostra sola¬mente I’ammontare investito direttamente in fondi e non anche quello dete¬nuto attraverso gestioni patrimoniali: bisogna infatti considerare che gli inve¬stitori possono affiancare alle scelte di investimento operate per il tramite di operatori professionali investimenti diretti nei mercati finanziari.

Gli uomini sono i principali sottoscrittori di fondi comuni: a loro nome infatti è intestato, o quantomeno co- intestato, il 58,6% dei conti aperti presso le società di gestione e a loro appartiene il 62% del patrimonio. Questi sotto¬scrittori hanno un’età media di 52,4 anni e detengono mediamente, a fine 2003, 34.000 euro in fondi comuni. Le donne invece hanno un’età superiore di 53,2 anni e hanno investito nel 2003 mediamente 29.600 euro. Differenze tra il comportamento dei due sessi si riscontrano nella maggiore diversificazione degli investimenti e nella propensione all’acquisto di fondi azionari: il 56,4% degli uomini detiene un unico fondo (contro il 60,8% delle donne), mentre le ri¬sorse da essi destinate ai fondi azionari sono pari al 21,6% delle risorse com¬plessivamente investite in fondi (15,6%n per le donne). A livello geografico, in¬fine, si osserva come le donne siano maggiormente presenti nel Nord Ovest (43,2%), rispetto al Centro (40,1 %) e al Sud (38,4%).

Il numero di sottoscrittori che acquista direttamente quote di fondi comuni è cresciuto rispetto al 2003: a fine 2003 il 15% della popolazione, ovvero il 41% delle famiglie (ipotizzando che ogni sottoscrittore sia rappresentativo di un nu¬cleo familiare), investe in questi prodotti. A livello territoriale, I’utilizzo del pro¬dotto fondo non è omogeneo: nelle regioni del Nord Ovest e del Nord Est il nu¬mero di famiglie che detiene fondi comuni e rispettivamente pari al 53,4% e al 53,3%, nel Centro e del 38,2% mentre nelle regioni del Sud e delle Isole e no¬tevolmente inferiore, seppur in crescita rispetto agli anni precedenti, rispettiva¬mente pari al 26,3% e al 20,9%. L’analisi del 2003 mostra che l’età media dell’investitore è ancora aumentata. Si è passati dai 51 anni del 1996 (anno della prima rilevazione compiuta da Assogestioni) ai 52 anni del 2002 e ai 53 anni del 2003.

L’aumento è causato dal maggior peso della classe rappresentante gli investitori più maturi, vale a dire con età superiore a 65 anni. II loro numero e cresciuto nel corso dell’anno dell’11,7%, arrivando ad essere a fine 2003 più di due milioni, mentre la classe dei giovani, cioè quelli con meno di 35 anni di età, è diminuita di centomila individui. La classe più numerosa è quindi quella composta dagli investitori con più di 65 anni, che rappresentano il 23,9% dei sottoscrittori complessivi e che detengono il 33,5% del patrimonio analizzato. Insieme ai sottoscrittori di età compresa tra i 55 e i 65 anni, la tota¬lità di questi sottoscrittori detiene il 56,4% del patrimonio complessivo. L’ammontare investito nei fondi è direttamente correlato all’età dei sottoscrit¬tori: per i sottoscrittori appartenenti alla fascia giovanile (fino a 35 anni) gli in¬vestimenti inferiori a 15.000 euro rappresentano il 74,3% del totale; per gli in¬vestitori più maturi gli stessi sono pari al 56,9%, mentre la quota scende ri¬spettivamente al 45,7% e al 39,4% per gli investitori over 55 e over 65.An¬dando ad analizzare I’investimento medio, infatti, si osserva che esso è pari a 24.431 euro per i sottoscrittori di età inferiore ai 25 anni (nel 2002 erano 9.318), 32.163 euro (erano 30.280) per quelli di età compresa tra i 46 e i 55 anni, fino ai 46.124 euro (erano 44.620) per gli ultra sessantacinquenni.

Anche la ripartizione degli investimenti nei diversi fondi è legata direttamente all’età: il numero di fondi detenuti aumenta al crescere dell’età, ad eccezione della classe dei sottoscrittori over 65, le cui preferenze sono molto simili a quelle degli investitori under 35; il 60% dei sottoscrittori di entrambe le cate¬gorie, infatti, investe in un unico fondo comune, mentre nelle altre fasce d’età questa percentuale risulta inferiore e pari a circa il 56%. L’età sembra influenzare anche la scelta della tipologia di fondi acquistati: I’ammontare dell’investimento medio detenuto in fondi azionari cresce fino a quando il risparmiatore ha meno di 45 anni. Speculare a questo appare invece I’andamento della preferenza accordata ai fondi obbligazionari, mentre I’investimento nei fondi di liquidità sembra essere stabile in tutte le fasce di età, benché raggiunga il suo massimo per gli investi¬tori di età compresa tra i 26 e i 35 anni, che destinano a questi fondi il 28,3% del loro investimento complessivo. A cura di www.fondionline.it