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Soros vede nero per l’UE: è crisi esistenziale. E occhio a super dollaro e rischio fuga da emergenti

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“L’UE è in una crisi esistenziale, è la dura realtà e tutto ciò che poteva andare storto è andato storto”. Pensiero e parole di George Soros nel bel mezzo dell’emergere di nuove tensioni per l’Eurozona con l’Italia alle prese con una grave crisi politica e consensi in aumento per le forze populiste ed euroscettiche. Oggi intanto il rischio Italia campeggia nelle prime pagine di tutta la stampa internazionale e si inizia a parlare di rischio contagio. “Political Drama in Italy Revives Fears of Eurozone Crisis”, scrive il Wall Street Journal nella sua edizione online. L’attacco ai Btp, con spread Btp-Bund oscillato di oltre 100 punti base nella giornata di oggi, fa tornare alla memoria la crisi del debito del 2010-2011 che tenne sotto scacco l’intera UE.

Soros, intervenuto in occasione di un summit organizzato a Parigi dal gruppo di esperti del Consiglio europeo per le relazioni estere, lancia anche un allarme sul rischio di una crisi finanziaria alle porte, con il dollaro forte che rischia di innescare una fuga di capitali dagli emergenti.

“Tutto ciò che poteva andare storto è andato storto”, ha detto il numero uno del Soros Fund Management, riferendosi alla crisi dei rifugiati, alle politiche di austerità che dato fiato ai movimenti populisti e alla “disintegrazione territoriale” esemplificata dalla Brexit. La ricetta proposta da Soros per l’Europa, riporta oggi un articolo dell’Irish Times, è un piano Marshall da 30 miliardi di euro l’anno per l’Africa e finanziato dall’UE; piano che allenterebbe le pressioni migratorie verso il continente. Tra le altre proposte di Soros c’è anche una trasformazione radicale dell’UE, tra cui l’abbandono della clausola che costringe i suoi stati membri ad aderire alla moneta unica.

 

Con la Brexit perdono sia Bruxelles che Londra

Soros ritiene che la mossa della Gran Bretagna di lasciare l’UE rappresenti un processo “immensamente dannoso per entrambe le parti” e confida ancora che l’accordo non vada in porto. Il finanziere-filantropo di origine ungherese ha già donato più di 700.000 sterline a Best for Britain, un’associazione contro la Brexit istituita poco prima delle elezioni politiche di un anno fa per fare campagna per ribaltare l’esito del referendum del 2016 che ha visto una maggioranza pro Brexit.

 

Dollaro forte e fuga da emergenti, ecco cosa temere

Guardando al contesto globale, Soros ritiene che gli ultimi sviluppi potrebbero portare ad un’altra “grave” crisi finanziaria. Il guru finanziario di origini ungheresi cita come possibili micce in grado di innescare una crisi il momento rialzista del dollaro che a sua volta potrebbe alimentare una fuga di capitali dai mercati emergenti.