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Scandalo riciclaggio: si dimette CEO di Danske Bank, utili al ribasso

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Ci sono prove evidenti che la filiale estone di Danske Bank è stata usata nel periodo compreso tra il 2007 e il 2015 per riciclare denaro sporco per circa 200 miliardi di euro e non 28 miliardi ipotizzati qualche mese fa. Una cifra monstre per cui la banca danese sarà ricordata nella storia finanziaria per aver dato origine ad uno scandalo di portata gigantesca.

L’origine dello scandalo

L’inchiesta prende il via agli inizi del 2018 negli Stati Uniti quando le autorità nazionali riscontrano una possibile operazione di riciclaggio nella banca estone e sospendono così i prestiti e gli affari della Danske Bank con le banche americane. Le prime notizie sullo scandalo sono apparse tempo prima però a settembre 2017 sul quotidiano danese Berlingske dove si scriveva che Danske Bank, aveva gestito 2,4 miliardi di euro di denaro proveniente dall’Azerbaijan tra il 2012 e il 2014. A luglio di quest’anno era poi emerso che la banca aveva gestito anche 7 miliardi di euro di fondi russi di dubbia provenienza tra il 2012 e il 2015, sembra legati a membri della famiglia di Vladimir Putin. All’inizio di quest’anno la Promontory Financial, una società di consulenza statunitense, in un rapportovisionato dal Financial Times aveva scritto che fino al 2013 sono transitati attraverso la prima banca danese fino a 28 miliardi di euro in Estonia, ma il 2013 sarebbe l’anno di picco di una serie di operazioni durate dal 2007 fino al 2015.

Le dimissioni del CEO e la revisione al ribasso degli utili

“È evidente che Danske Bank non è stata all’altezza delle sue responsabilità nel caso del possibile riciclaggio di denaro in Estonia. Mi dispiace molto” ha affermato oggi il CEO della banca Thomas Borgen che ha rassegnato le sue dimissioni. L’amministratore delegato ha altresì ricordato che la banca ha “donato il reddito lordo dai clienti nel periodo dal 2007 al 2015, che è stimato in 1,5 miliardi di corone (201 milioni di euro, 235 milioni di dollari), a una fondazione indipendente che verrà istituita per sostenere le iniziative mirate nella lotta al crimine finanziario internazionale, compreso il riciclaggio di denaro, anche in Danimarca ed Estonia”.  Negli ultimi sei mesi, Danske Bank ha perso circa un terzo del suo valore e l’annuncio delle dimissioni , pesa sulle prospettive di utili per il 2018, il cui calo stimato passa dai 20 miliardi di corone a meno di 17 miliardi.