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Scandalo auto tedesche: Bmw nega coinvolgimento nel cartello, Vw convoca board d’urgenza

Tiene ancora banco lo scandalo sul presunto cartello tra i maggiori produttori d’auto tedesche. I titoli Volkswagen, Daimler e Bmw continuano a scendere con l’antitrust tedesca che ha inviato il …

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L’antitrust tedesco ha reso noto oggi di aver inviato alla Commissione europea i documenti relativi al presunto cartello tra i produttori di auto tedeschi.  La notizia arriva dopo lo scoppio venerdì dello scandalo auto tedesche in scia alle anticipazioni di Der Spiegel di venerdì scorso su un possibile cartello che per oltre vent’anni avrebbe visto i principali produttori concertare decisioni, tra cui quelle sul controllo delle emissioni dei motori diesel.
Continua intanto il sell-off su tutte le big auto tedesche che segnano ribassi di giornata nell’ordine del 3% per Volkswagen, Daimler e BMW. Il mercato teme che sulle big auto tedesche possano cadere delle multe ben superiori rispetto ai circa 3 miliardi di euro che l’Antitrust europeo ha inflitto lo scorso anno ad alcuni costruttori di camion per accuse analoghe.

L’unica presa di posizione ufficiale è arrivata da BMW che ha negato qualsiasi collusione e ha difeso il suo operato per quanto concerne le emissioni delle auto diesel. Attesa per Volkswagen che mercoledì terrà una riunione straordinaria del consiglio di sorveglianza e, secondo una fonte riportata da Reuters, affronterà il tema dell’inchiesta antitrust.

L’accusa

Il settimanale Der Spiegel ha fatto scoppiare lo scandalo auto tedesche facendo i nomi di Volkswagen, Daimler, BMW, Audi e Porsche descrivendo il caso come “uno dei principali cartelli nella storia economica della Germania”. I produttori tedeschi di auto si sarebbero accordati per fissare i prezzi dei sistemi per la gestione delle emissioni dei motori diesel, ma non solo. Dal 1990 le big auto tedesche avrebbero tenuto incontri segreti e creato anche gruppi ad hoc per discutere su diverse questioni, tra cui quelle inerenti ai costi di produzione, alle forniture, alla strategia e alle emissioni di gas inquinanti.

La difesa: Bmw nega cartello e difende le sue tecnologie specifiche

BMW Group ha risposto alle accuse lanciate da Der Spiegel su un possibile Cartello fra i maggiori costruttori auto tedeschi, secondo cui per vent’anni i principali produttori avrebbero concertato decisioni, tra cui quelle sul controllo delle emissioni dei motori diesel.
“I veicoli BMW Group non vengono manipolati e rispettano i requisiti legali. Naturalmente ciò vale anche per i veicoli diesel. La conferma di ciò è fornita dai risultati delle indagini ufficiali rilevanti a livello nazionale e internazionale”, recita una nota del produttore tedesco che aggiunge: “Il gruppo BMW rifiuta categoricamente le accuse che i veicoli diesel Euro 6 venduti non forniscono un adeguato trattamento dei gas di scarico a causa dei serbatoi AdBlue troppo piccoli”. “La tecnologia impiegata dal gruppo BMW – prosegue la nota – è chiaramente differenziata da altri sistemi presenti sul mercato e non c’è necessità di aggiornare i software o richiamare i diesel Euro 6”.