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Sanpaolo-Intesa: Goldman Sachs punta su concambio pari a 3,3

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Goldman Sachs inizia a fare i primi conti sul matrimonio dell’estate 2006, quello che dovrebbe consumarsi tra Sanpaolo-Imi e Banca Intesa. La casa d’affari americana stima che i profitti netti pro-forma (come raggiungibili se si analizzasse una singola entità) sarebbero pari a 5,496 miliardi di euro nel 2007. A monte le sinergie di costo nette dovrebbero essere pari, sempre nel 2007, a 240 milioni di euro, mentre quelle di ricavo a 120 milioni, pari in totale al 7% dei profitti totali. Al 2008 le sinergie totali nette dovrebbero essere pari a 80 milioni di euro, pari al 13% dei profitti netti pro-forma. Goldman ha ipotizzato che il concambio sia pari a 3,3 azioni Intesa ogni titolo Sanpaolo, e che il gruppo lombardo emetta per la fusione 6,173 miliardi di nuove azioni. Intesa dovrebbe anche convertire le azioni risparmio in ordinarie, e la stessa cosa dovrebbe fare Sanpaolo con la preferred shares. Quali sono i principali nodi sul tavolo? Le poltrone (governance) e il ruolo commerciale di Eurizon e Caam (Credit agricole asset management) nella nuova aggregazione.