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Ribaltone CreVal infiamma la Borsa, c’è lo zampino anche di due uomini di Putin

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Non si ferma la corsa di Credito Valtellinese (CreVal). Il titolo dell’istituto lombardo segna un progresso del 2% a 0,073 euro dando seguito al balzo di oltre il 10% della vigilia a seguito del ribaltone al vertice dell’istituto.

 

L’uscita di scena di Selvetti

Il Cda, a seguito delle dimissioni di Mauro Selvetti dalle cariche di ad e direttore generale, ha nominato Luigi Lovaglio amministratore delegato. Lovaglio (manager ex Unicredit) dovrà procedere alla realizzazione del nuovo piano industriale 2019-2021 sarà presentato entro il primo semestre dell’anno. Luigi Lovaglio, che ricopriva la carica di presidente, è stato sostituito in quel ruolo da Alessandro Trotter.

 

Affondo del francese Dumont spalleggiato da diversi fondi

Il cambio al vertice è stato voluto dall’imprenditore francese Denis Dumont che attraverso la sua holding detiene il 5,7% del capitale. Dumont è secondo azionista dopo l’ascesa nel capitale dell’hedge fund Altera Absolute Investments – con sede alla Isole Cayman – salito nei giorni scorsi oltre il 7% del capitale e che avrebbe rilevato azioni dal fondo Steadfast Capital Management del finanziare Robert Pitts. Stando a quanto riportato da alcune ricostruzioni stampa, dietro ad Altera ci sarebbero due finanzieri russi, Vyacheslav Pivovarov e Kirill Androsov, che vantano un passato nell’amministrazione Putin. Androsov è stato anche presidente della compagnia aerea Aeroflot.

 

Altri azionisti forti del CreVal sono il fondo Algebris di Davide Serra con il 5,2% del capitale e il fondo Hosking Partners (5,06%), che insieme a Dumont e l’hedge fund Altera si sarebbero coalizzati per il cambio al vertice e l’uscita di scena di Selvetti.

Appare invece sempre più defilato il Credit Agricole.