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Raccomandazioni Ue all’Italia. Reintroduzione Imu prima casa, occhio a contante e NPL

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La buona notizia è che l’Ue non aprirà nessuna procedura di infrazione a carico dell’Italia né sul bilancio del 2017, né per squilibri macroeconomici eccessivi. Questo, perchè quella manovra correttiva che Roma ha presentato a fine aprile, per un valore pari allo 0,2% del Pil, per ora basta.

La cattiva notizia è che Bruxelles insiste con la tassa sugli immobili, e non solo. A fronte dell’ok alla manovra bis e all’ammissione: “l’Italia ha rispettato le regole”, arriva infatti il richiamo sull’Imu, sulla giustizia e sulle riforme.

Così si legge nel pacchetto di primavera, comprensivo dell’analisi sui conti pubblici e delle raccomandazioni.

La Commissione europea ammette che, in riferimento all’Italia, a Cipro e al Portogallo, gli impegni sulle riforme presentati nel Programma nazionale di riforma (PNR) sono “sufficientemente ambiziosi”. Ma “l’assenza di dettagli sull’adozione e di un calendario dell’attuazione limita la loro credibilità”. 

Bruxelles continua affermando che non ci sono i presupposti per “portare avanti una procedura per squilibri, purché ci sia una implementazione piena delle riforme” raccomandate. Ed è quel ‘purché’ che mette in rilievo quanto l’Italia rimanga nel club dei paesi attentamente monitorati:

Per il 2018, sottolinea la Commissione,  l’Italia dovrà fare uno “sforzo di bilancio sostanzioso”, e dovrà adottare misure volte sia a “rafforzare la ripresa” sia ad “assicurare la sostenibilità dei conti”.

A tal fine si  chiede di “spostare il carico fiscale dai fattori produttivi a tasse meno dannose per la crescita, reintrodurre la tassa sulla prima casa per i redditi elevati, riformare il catasto“.

Altra questione spinosa per l’Ue che caratterizza l’Italia è la giustizia. Nelle raccomandazioni si legge infatti che  è fondamentale “ridurre la lunghezza dei processi della giustizia civile tramite una gestione efficace dei casi e con regole che assicurino la disciplina della procedura”.

Ancora, si raccomanda di “aumentare la lotta contro la corruzione, in particolare rivedendo lo statuto delle limitazioni”. La Commissione auspica anche il “completamento della riforma del pubblico impiego” e il miglioramento dell’ “efficienza delle aziende pubbliche”.

Nel documento in cui sono contenute le raccomandazioni specifiche per l’Italia,  la Commissione scrive che “il sistema fiscale dell’Italia non è di sostegno alla crescita economica e all’efficienza in diverse aree. Nonostante la recente e modesta riduzione, il peso fiscale sui fattori di produzione rimane tra i più elevati dell’Unione europea. C’è la possibilità di spostarsi ulteriormente verso tasse che provochino meno detrimento alla crescita, in modo neutrale in termini di budget”.

E qui arriva il rilievo polemico sull’Imu, che il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan dovrà decidere se snobbare o prendere in considerazione. 

La tassa sulla prima residenza è stata abolita nel 2015, e in questo modo si è fatto un passo indietro nel percorso teso ad ottenere una struttura fiscale più efficiente”.

Nel testo si fa riferimento anche al fatto che “i limiti di utilizzo del contante sono stati recentemente alzati, e l’effetto è che l’utilizzo dei pagamenti elettronici rimane ben al di sotto della media Ue”.

Nel punto 19 del documento, viene affrontato il problema dei crediti deteriorati delle banche:

“Il grande stock di non-performing loans del settore bancario rimane un ostacolo per i profitti e per la loro capacità di generare capitale interno. Ciò pesa sull’offerta del credito, in particolare verso le piccole aziende. Le iniziative politiche che sono state adottate finora non si sono ancora tradotte in una riduzione significativa dei non-performing loans. (..) Le banche di media e piccola dimensione continuano a essere più vulnerabili rispetto alle istituzioni di credito maggiori. La Commissione monitorerà di conseguenza l’esecuzione della riforma di corporate governance delle principali banche popolari e delle piccole banche cooperative, fattore chiave per il consolidamento del sistema bancario.

Ma non si parla solo di debito pubblico e di banche: la Commissione Ue rileva come il tasso di disoccupazione rimanga elevato e come l’esercito dei Neet conti 1,2 milioni di giovani; come il tasso di occupazione femminile sia tra i più bassi in Ue, come il tasso di persone a rischio povertà o esclusione sociale sia ben superiore, anche in questo caso, al blocco.