Piazza Affari stenta anche oggi: sentiment misto sul bancario, FCA spinge Exor

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Piazza Affari peggior mercato azionario d’Europa anche oggi, con l’indice domestico unico a chiudere sotto la parità nonostante la partenza di questa mattina aveva fatto ben sperare. La giornata è stata caratterizzata dalla serie di dati macro diffusi Oltreoceano, negli States, numeri che hanno corroborato l’idea della Yellen, espressa ieri di fronte al Congresso e ribadita oggi al Senato di Washington, che il ritmo di tre rialzi nel 2017 è necessario per raffreddare un’economia che a gennaio ha registrato un incremento del +0,6% su base mensile dell’inflazione ed un aumento della produzione industriale dello 0,4% m/m, sopra le attese del mercato.

In questo quadro Wall Street ha preso il via per l’ennesima volta con i motori su di giri e gli indici americani hanno nuovamente aggiornato i top storici, in una corsa che al momento sembra non potersi arrestare, considerando inoltre che nel giro di 2-3 settimane Donald Trump renderà noti i dettagli sull’atteso piano fiscale che intende implementare.

A Milano il FTSE Mib ha ceduto lo 0,69 % a 19.056,16 punti, con andamenti misti anche a livello secondario. Particolarmente eterogeneo l’andamento dei bancari, con UniCredit e Intesa Sanpaolo che hanno mantenuto vigore, chiudendo rispettivamente in rialzo del +1% a 12,92 euro e ++0,83% a 2,19euro.

Non va nello stesso modo a Bper Banca, -2,55% a 4,81 euro e a Banco Bpm, -3,34% a 2,54 euro, quest’ultima peggior blue chip della giornata.

Pochi i segni più, fra i quali fanno capolino le performance di STMicroelectronics, +1,15% a 13,13 euro e Exor, +1,2% a 45,87 euro, con la finanziaria degli Agnelli che beneficia dei guadagni registrati ieri da FCA (titolo piatto oggi a 10,82 euro dopo aver toccato i massimi storici questa mattina a 11,17 euro) grazie al ritorno delle speculazioni sul risiko dell’auto. Ieri PSA ha confermato l’interesse ad acquistare il marchio Opel da General Motors; mossa che secondo gli analisti aprirebbe nuovi scenari per l’agognata aggregazione GM-FCA, tanto sperata nel recente passato dal numero uno dell’ex Lingotto Sergio Marchionne.