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Piazza Affari sprofonda ancora (-3,21%), banche chiudono con cali a cavallo dell’8%

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Piazza Affari ha chiuso ancora in deciso ribasso con l’indice Ftse Mib che ha perso anche la soglia dei 16.000 punti scivolando sui minimi dal luglio del 2013. Non c’è pace per i titoli del comparto bancario con tonfi che sono spaziati dal 4% all’8%. Ha continuato a salire il rendimento del Btp decennale che sul secondario si è portato sopra l’1,75%, con lo spread Btp-Bund oltre quota 150 punti base. L’indice Ftse Mib ha chiuso con un tonfo del 3,21% A 15.913 punti.
È proseguito il sell-off sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto L’8,62% A 6,355 euro, Popolare di Milano L’8,35% a 0,5485 euro, Intesa SanPaolo il 6,2%, Ubi Banca L’8,86%. In deciso ribasso anche Unicredit (-7,91% a 2,77 euro) che ha chiuso il 2015 con un utile netto di 1,7 miliardi di euro, pari ad oltre 2,2 miliardi escludendo componenti non ricorrenti per circa 540 milioni. Nel quarto trimestre l’utile netto è stato di 153 milioni, in calo del 10% sempre a causa dei costi di ristrutturazione legati al piano strategico. Battute le attese di mercato che erano per una perdita trimestrale di 77 milioni. Ancora in profondo rosso il settore oil: Eni ha mostrato un tonfo del 3,97% a 11,6 euro, aggiornando i minimi dal lontano settembre 2001, mentre Saipem è arretrata del 5,55%.
Enel (-0,11%) ha limitato i danni sui risultati preliminari del 2015 archiviato con ricavi per 75,7 miliardi di euro e un Ebitda di 15,3 miliardi, in flessione del 3,2% rispetto ai 15,8 miliardi riportati nel 2014. I risultati sono tuttavia migliori rispetto alle attese degli analisti che si attendevano un fatturato di 73,6 miliardi di euro e un Ebitda di 15,1 miliardi. Positiva Luxottica (+0,99%) con gli analisti di Jefferies che hanno alzato il giudizio sul titoli del gruppo di occhialeria a hold dal precedente underperform.