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Piazza Affari: soffrono UniCredit e Mps, in luce Bpm e Azimut

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Chiusura sopra la parità per il FTSE Mib a 16.308,02 punti, con un guadagno dello 0,21. Il basket italiano trova l’allungo nella seconda parte della seduta trovando spunto dalla tenuta dei supporti statici in area 16.215 punti. Dal punto di vista fondamentale la chiusura sopra la parità dell’indice è stata agevolata dal recupero che ha caratterizzato la gran parte dei titoli del settore bancario, che invece avevano faticato nel corso della mattinata.

Sul fronte dei rialzi guadagna la maglia rosa del listino Bpm, +2,19% a 0,376 euro. Ben comprata anzhe Azimut, che temrina a 13,91 euro con un guadagno dell’1,9%. E’ stata un’altra seduta positiva per la holding finanziaria dopo il risultato conseguito ieri; al mercato piace il piano di riorganizzazione varato ieri. In luce il comparto petrolifero con Tenaris che chiude con un guadagno dell’1,49% a 12,89 euro e Saipem, a 0,386 euro in rialzo dell’1,92%. Più indietro Eni che porta a casa un +0,62% a 12,97 euro.

Si distinguono invece in negativo i due istituti di credito Mps, -1,36% a 0,18 euro, e UniCredit, -1,08% a 2,01 euro. Su UniCredit hanno pesato le indiscrezioni trapelate stamane sulla stampa nazionale secondo cui l’ammontare di capitale fresco da chiedere al mercato sarebbe di molto superiore rispetto a quanto preventivato dal management.

Secondo le indiscrezioni l’aumento di capitale potrebbe ammontare a 13 miliardi, mentre il fabbisogno complessivo sarebbe di 18 miliardi. Secondo gli analisti, invece, la cifra sarebbe molto più ridotta tra i 4 e i 7 miliardi. In questo quadro il management prende tempo, e posticipa la finalizzazione della cessione di Pioneer a dopo il referendum del 4 dicembre, decisione presa “Per evitare la forte volatilità dei mercati fino a quel momento”, sostiene il board.

A Rocca Salimbeni invece Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha confermato la piena fiducia nei piani messi a punto da Jp Morgan e Mediobanca. Nel frattempo Consob ha esteso di tre mesi, fino al 5 gennaio 2017, il divieto di aprire posizioni nette corte sul titolo MPS. Il divieto da ora trova applicazione anche a diritti di opzione e obbligazioni convertibili.