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Piazza Affari sbanda a -2% con banche e FCA, torna rischio spread

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Giovedì amaro per Piazza Affari che ha chiuso sui minimi complice il ritorno delle tensioni sul fronte spread. A scatenare le vendite sui BTP è stata la notizia delle nomine di Alberto Bagnai e di Claudio Borghi, rispettivamente alla presidenza della commissione Finanze del Senato e alla presidenza della commissione Bilancio del Senato. Entrambi sono esponenti della Lega con posizioni fortemente euroscettiche. Lo spread Btp-Bund è schizzato in alto verso metà mattinata superando quota 230 punti base, in rialzo di oltre il 7 per cento rispetto ai livelli della vigilia. Il rendimento del decennale italiano è schizzato fino al 2,70% rispetto al 2,55% a cui viaggiava in avvio di seduta.

Le rassicurazioni del ministro dell’Economia Giovanni Tria all’Eurogruppo non sono sufficienti ad arginare la nuova ondata di sell off che si abbatte sui bond italiani. Tria ha affermato che “l’euro non è in discussione”.
In chiusura il Ftse Mib ha ceduto il 2,02% a quota 21.673 punti. L’effetto spread si è fatto sentire soprattutto sulle banche con -3,73% per Ubi Banca, -3,24% Unicredit e quasi -3% Bper.
Tra i peggiori anche FCA (-4,17%) tornata sotto quota 17 euro complice il profit warning lanciato da Daimler.

Unico titolo del Ftse Mib a schivare le vendite è stato Tenaris che ha chiuso in perfetta parità.