Piazza Affari ostaggio dello spread: banche in panne con UniCredit sui minimi da oltre un mese

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Listini azionari ancora ostaggio del nuovo flusso di avversione al rischio che nel corso di quest’ultima settimana pre-pasquale ha investito l’umore degli attori economici e finanziari un po’ in tutto il mondo. Il mese di aprile di fatto sta segnando, almeno fino ad ora, una pausa di assestamento rispetto al rally fatto intraveder nella prima parte di anno.

Gli investitori sono tornati a guardare con appetito alle classi di attivo con maggiori potenzialità di protezione del capitale, grazie alla minor volatilità dei prezzi nelle fasi più turbolente del mercato. L’oro, lo yen giapponese e il franco svizzero e il bund tedesco sono tornati a dir la loro all’interno dei portafogli degli operatori.

L’avvicinarsi delle elezioni francesi e la crescente incertezza relativa ai fronti belligeranti (dalla Siria alla Corea del Nord) ha dunque determinato un ritorno della pressione sugli spread governativi all’interno dell’Eurozona e come di consueto in questi casi le prime vittime sacrificali sono i periferici. Ecco che lo spread fra BTp e Bund a dieci anni è salito ulteriormente oggi, andando ad aggiornare un nuovo massimo da oltre tre anni a quota 210 punti base.

Il rialzo dei rendimenti sulla carta italiana non ha avuto ricadute dirette sul primario. Questa mattina infatti il Ministero dell’economia ha collocato titoli per 10 miliardi euro nonostante il rendimento del BTP con scadenza 2020 ha registrato un rendimento medio dello 0,47%, +10 punti base rispetto al dato precedente.

Ricadute pesanti invece si sono avvertite sul settore bancario tricolore, all’interno del quale Banco Bpm ha fatto registrare la peggior performance fra le blue chip, -3,14% a 2,47 euro, e UniCredit ha lasciato sul parterre il -2,22% a 13,21 euro, scivolando sui minimi da oltre un mese.

In questo quadro il FTSE Mib ha danzato per gran parte della giornata a ridosso della soglia psicologica dei 20mila, andando a chiudere in ribasso dello 0,52% a 20.004,93 punti. Oltre alle banche ha perso quota Buzzi Unicem, -1,66% a 22,45 euro, mentre nel segmento lusso Ferragamo ha perso lo 0,95% e Moncler il 2,29% dopo i conti diffusi da Prada nel pomeriggio che hanno messo in luce un calo a doppia cifra dell’utile netto.

Sul fronte dei rialzi i spunti operativi di maggior rilievo si sono avuti su Recordati, +0,97% con l’aggiornamento dei nuovi massimi storici poco prima della chiusura, e Italgas, +1,38% a 4,25 euro. Fuori dal listino principale si distingue il titolo Juventus +5,7% a 0,528 euro dopo la convincente prestazione di ieri contro il Barcellona che ha praticamente blindato il passaggio alle semifinali champions.