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Piazza Affari non si ferma, banche e Telecom avanti tutta

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Nuovo strappo al rialzo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib, reduce dal +4,45% della scorsa ottava, oggi ha inanellato un’altra seduta convincente chiudendo a 20.329 punti (+0,58%). Con Wall Street chiusa per festività, i mercati hanno trovato ancora sponda nell’attesa un esito positivo dei negoziati tra Usa e Cina.
La piazza milanese è stata la migliore in Europa sotto la spinta del settore bancario che continua a beneficiare delle attese per un nuovo Tltro, avallate dalle parole di venerdì scorso di Benoit Coeurè, membro del consiglio della Bce. Intanto oggi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, ha rassicurato sul rinnovo della Gacs. Bene lo spread sceso fino a 263 pb, minimo dal 6 febbraio.

Nuovo sprint del 3,19% per Telecom Italia a quota 0,53 euro, già forte protagonista venerdì scorso a seguito dell’annuncio da parte di CDP dell’intenzione di aumentare la quota nel capitale della maggiore tlc italiana nell’arco dei prossimi 12 mesi. Le ultime indiscrezioni stampa vedono la controllata statale in azione già prima dell’assemblea del prossimo 29 marzo. Giovedì è previsto il cda di TIM per l’approvazione del bilancio 2018 e del nuovo piano industriale 2019-2021, che verranno resi noti il giorno successivo.

Bene anche Unicredit (+3,15% a 11,578 euro) su cui Jefferies conferma il giudizio buy con prezzo obiettivo sceso da 16 a 15 euro. Tra le banche spicca il +3,9% di UBI Banca, il cui ad Victor Massiah ha rimarcato in un’intervista che un’ulteriore concentrazione tra le banche “ci sarà e noi non staremo a guardare. La premessa però è che siano operazioni non per curare le ferite ma per creare un soggetto più forte”.

Fuori dal Ftse Mib seduta tonica per Mediaset, salita di oltre il 3% dopo la notizia dell’aumento della quota di controllo di Fininvest, salita al 44,175% del capitale, portando i diritti di voto al 45,88%. “Crediamo che gli acquisti da parte di Fininvest mirino ad aumentare il divario di voti rispetto a Vivendi, che è bloccata al 29,9% (il 30% è la soglia per un’acquisizione obbligatoria) e, eventualmente, per aumentare il pagamento del dividendo da parte di Medisaset, che prevediamo distribuire una quantità di capitale piuttosto generosa”, argomentano gli analisti di Fidentiis. Per il 2018 il dividendo di Mediaset dovrebbe essere di 0,22 euro, pari a un dividend yield dell’8,3%.

Nelle retrovie invece FCA (-0,17%) su cui UBS ha tagliato la raccomandazione a neutral alla luce della debole guidance sull’ebit 2019. Il prezzo obiettivo è passato da 21 a 14 euro. Infine, poco mossa ENI (+0,37%) su cui Morgan Stanley ha confermano la raccomandazione underweight, ma rivedono al rialzo il target price che passa da 14 a 14,6 euro.