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Piazza Affari chiude senza verve: Moncler maglia rosa, banche contrastate

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Mercati guardinghi a metà ottava. L’indice Ftse Mib ha chiuso praticamente invariato a quota 23.514,67punti. Ieri si era fermata a nove la striscia di rialzi consecutivi di Piazza Affari. Pochi gli spunti macro odierni con la Bank of Canada che, come da attese, ha alzato i tassi all’1,25%.

Sul parterre milanese ha dominato la scena Moncler, +3,14% a 26,3 euro, miglior titolo fra le blue chip. Ha fatto bene Leonardo (+1,81% a 11,27 euro) promossa a Buy da Societe Generale con target price a 14 euro. Sul fronte opposto ha sofferto Recordati (-1,27% 37,44 euro) che paga il downgrade arrivato da Credit Suisse. La casa d’affari elvetica ha rivisto il rating a Underperform.

Tra le banche poco mossa Intesa Sanpaolo (+0,46% a 3,05 euro) con il Ceo Carlo Messina che ha smentito categoricamente l’ipotesi di una fusione con Credit Agricole. Mediobanca (+0,31% a 9,79 euro) ha sfruttato solo parzialmente la sponda dell’aumento del prezzo obiettivo a 11,5 euro da parte di Morgan Stanley con raccomandazione Overweight reiterata.

Ieri sera intanto Standard & Poor’s ha dedicato un report al settore bancario italiano ritenendo che quest’anno ci sarà un miglioramento della performance operativa. Tuttavia, l’agenzia di rating ritiene che l’elevata esposizione sul fronte crediti deteriorati continuerà a impedire di generare ritorni soddisfacenti.

“Il sistema bancario italiano rimane ancora molto frammentato e crediamo vi possano essere spazi per future aggregazioni fra le realtà medio piccole”, ha commentato Mirko Sanna, primary credit analyst nel corso dell’Annual press conference tenutasi in mattinata a Milano.

Giro di boa settimane difficile per Telecom Italia (-1,63% 0,7245 euro) dopo che il board, riunitosi oggi, ha preso atto della scadenza domani del term sheet con Canal +. “Il negoziato per un accordo di collaborazione sarà comunque “immediatamente riavviato con l’obiettivo di una rapida conclusione”, rimarca la tlc italiana in una nota. L’offerta convergente di contenuti video è uno degli elementi principali del piano strategico 2018-2020 di Tim.

Tiene Fca (+0,43% a 18,81 euro%), molto debole ieri, che nel 2017 ha riportato un +5,2% delle vendite in Europa facendo meglio del mercato (+3,3%). Stando ai dati forniti dall’Acea, la quota di mercato è salita al 6,7% dal precedente 6,6% del 2016.