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Peugeot-Citroen: col crollo delle vendite la liquidità del gruppo ha i giorni contati

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Peugeot sta per bruciare 1,7 miliardi di euro in cash, e presto le riserve di liquidità potrebbero vedere il fondo del barile. L’allarme sulla casa francese è lanciato dall’agenzia Bloomberg, che cita stime di CM-CIC Securities, e dal Financial Times, secondo il quale il tasso di consumo di denaro liquido ha raggiunto i 200 milioni di euro mensili.
 
Secondo gli analisti, la riserva di liquidità del 2013, che ammonta a 8 miliardi di euro, diminuirà ancora sensibilmente nel corso dell’anno, portando la società francese a ben poca distanza da un “liquidity crunch”. Soprattutto in considerazione del fatto che le quote di mercato continuano a calare, facendo contare su scarsi flussi di denaro fresco in entrata.
Le vendite di PSA Peugeot-Citroen sono infatti calate oltre le aspettative nel 2012, che si è rivelato il peggior anno dal 1997 per le quattro ruote d’Oltralpe. Peugeot in particolare ha subito un calo delle vendite a doppia cifra:  automobili e componenti del gruppo nel corso del 2012 sono infatti scese del 16,5% a 2,9 milioni di unità, per effetto soprattutto della contrazione dei mercati del Sud Europa, dove Peugeot Citroen è particolarmente presente. E la situazione sarà ancora fosca nel 2013, quando la società prevede un nuovo calo nell’ordine del 3-5%, con una quota di mercato che si ridurrà dal 12,8% del 2007 all’11,8%, e in un contesto in cui, secondo quanto riportato da Bloomberg, le previsioni per le vendite di auto in Europa quest’anno sono per un ulteriore calo a 12,3 milioni di veicoli, il 23% in meno rispetto ai picchi pre-crisi.
La casa francese tenta di correre ai ripari con un importante piano di cessione quote, taglio spese e  ristrutturazione dello staff, che finora è costato il posto ad 8mila impiegati ed eliminerà altri 1500 posti entro il 2014 –  mirato a dimezzare il calo della liquidità (un obbiettivo che gli osservatori di Citigroup, secondo il Financial Times, sarebbe irrealistico). Altro obbiettivo, ridurre la dipendenza dal mercato europeo in declino cercando accordi internazionali, in particolare con l’americana General Motors, con la quale sono in corso intese su tre progetti per piattaforme destinate alla produzione di veicoli di piccole e medie dimensioni che verranno commercializzati, secondo le previsioni dei due gruppi, nel 2016.
Ma tutto questo potrebbe non essere abbastanza. Secondo Standard & Poor’s un tasso adeguato di liquidità vedrebbe la presenza di fondi che coprano il 120% delle spese attese nei prossimi 12 mesi. La stima delle spese di Peugeot per il 2013 ammonta a 6 miliardi di euro, mentre nelle sue casse albergano appena 8 miliardi, 10 se si considerano le linee di credito. Cioè solo 2 miliardi sopra la soglia di “adeguatezza” suggerita dall’agenzia di rating, che tiene sopra il gruppo francese un occhio sospettoso, pronta a tramutare in un taglio di valutazione l’outlook negativo sul suo rating BB (già due gradini sotto l’investment grade).
Dai vertici della società si minimizza la portata di questa crisi, ma secondo un esperto di Commerzbank, citato da Bloomberg, l’intervento dello Stato alla fine sarà inevitabile.