Petrolio: economisti, esiti solo transitori da uccisione Al-Zarqawi

Inviato da Marco Barlassina il Gio, 08/06/2006 - 11:17
Il barile dimenticherà presto la morte di Ayman al-Zarqawi. E' questa in estrema sintesi l'opinione di Luca Mezzomo e Antonio Ligori, economisti rispettivamente di Banca Intesa e di Bsi. L'uccisione dell'uomo del terrore di Al-Qaida in Iraq, peraltro non ancora confermata da fonti talebane, scuote oggi i mercati dei future sull'oro nero, con il greggio Wti trattato attualmente su piattaforma elettronica sotto i 70 dollari. Tuttavia l'effetto della notizia pare destinato a non durare sui mercati delle materie prime per più di qualche ora. "Dal punto di vista tecnico le quotazioni potranno scendere anche fino ai 68 dollari - dice Mezzomo - ma si tratta più che altro di un fatto psicologico, destinato a rientrare, in parte per il permanere in Iraq di problemi più profondi e soprattutto qualora nei prossimi mesi non si dovesse assistere a una stabilizzazione dell'offerta petrolifera irachena". E' dello stesso parere Ligori, secondo cui al di là dell'impatto giornaliero, nel lungo termine giocherà piuttosto come fattore fondamentale la situazione in Iran, che si svilupperà nel corso dell'estate. "Inoltre - fa notare l'economista della banca ticinese - nonostante la notizia di oggi possa essere considerata positiva, i drivers di mercato restano immutati: le tensioni geopolitiche, il fatto che il rialzo nel medio/lungo termine sia guidato da uno shock dalla parte della domanda e non dall'offerta, nonché la relazione inversa delle quotazioni petrolifere con il dollaro".
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