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Petrolio: Brent debole, segno più per il Wti

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Segno meno per le quotazioni del Brent. Il benchmark di riferimento del Vecchio continente, sceso nel corso della seduta a 117,83 dollari, in questo momento all’ICE segna un calo dello 0,2% a 118,2 dollari il barile. I prezzi, nonostante le preoccupazioni in arrivo dall’Europa e la debolezza della domanda, sono supportati dal calo del greggio in arrivo dal giacimento di Buzzard, nell’offshore nel Regno Unito, e dalle tensioni legate all’output iraniano.
Dall’altro lato dell’Atlantico il Wti sale di un quarto di punto percentuale a 103,8 dollari. Il Wti capitalizza la notizia che l’inversione del flusso dell’oleodotto Seaway, che collega Cushing con il Golfo del Messico, scatterà il prossimo 17 maggio, in anticipo di circa due settimane rispetto al previsto. Lo switch permetterà di far scendere le scorte nell’hub nordamericano, recentemente tornate ai massimi da quasi un anno. Ed a proposito di stock, in serata appuntamento con i dati relativi le scorte statunitensi misurate dall’API (American Petroleum Institute) mentre domani sarà la volta dell’aggiornamento EIA (Energy Information Administration). Venerdì la stessa EIA pubblicherà il Monthly Energy Review, il report che analizza i fondamentali del mercato energetico a stelle e strisce.