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Padoan: con vittoria Le Pen rischio politico permanente. Su banche: aiuti Stato non implicano ritorno bail-out

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Una eventuale vittoria di Marine Le Pen alle elezioni presidenziali francesi si tradurrebbe in un nuovo rischio politico permanente. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in un’intervista rilasciata a Bloomberg.

“I mercati stanno iniziando a scontare in modo aggressivo il rischio politico, e la vittoria di Marine Le Pen rappresenterebbe un rischio politico permamente per l’Europa. Dunque, mi aspetto che anche questo sarà scontato dai mercati finanziari”. D’altronde, “non dimentichiamo che la tentazione di lasciare l’Europa è diffusa in diversi paesi”.

Parlando da Londra, Padoan si è mostrato fiducioso sul destino delle banche italiane, e ha affermato di credere che i problemi stiano per essere risolti, visto l’impegno del governo, che li sta affrontando insieme alle autorità europee. Il ministro ha ribadito che l’intervento pubblico per salvare le banche in difficoltà e per sventare lo spettro del bail-in non rischia di violare le regole dell’Unione europea.

“Quando dico che i problemi delle banche stanno per essere risolti, intendo dire che ci sono ancora alcuni punti critici, ma anche che noi stiamo cercando le soluzioni all’interno di un quadro normativo europeo”. E “le misure precauzionali (di ricapitalizzazione precauzionale, che è stata richiesta sia da Mps che dalle banche venete) permettono agli istituti di uscire da situazioni di stress”, ma non implicano in alcun modo la “reintroduzione del bail-out”.

Intanto è corsa contro il tempo per salvare le due banche venete, Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Oggi Fabrizio Viola, amministratore delegato di Popolare di Vicenza e presidente del comitato strategico di Veneto Banca incontrerà i vertici della Bce insieme all’AD di Veneto Banca, Cristiano Carrus, per fare il punto della situazione. 

Viola ha rilasciato un’intervista al Messaggero, in cui afferma che l'”ipotesi più probabile è quella di una ricapitalizzazione pubblica” e che ci sono le condizioni perché questo possa accadere:

“Secondo le norme, i capitali pubblici non possono finanziare le perdite accertate e realizzate. Secondo le nostre simulazioni, che contano molto meno dei calcoli delle autorità competenti, pensiamo che la banca soddisfi questa condizione. Tale valutazione ha supportato la richiesta di ricapitalizzazione precauzionale. Saranno le autorità competenti a decidere”.

Viola mette in evidenza come il fondo Atlante, principale azionista di controllo, non abbia ancora assunto una delibera e che dunque l’intervento con soldi pubblici appare la soluzione più probabile, al fine di ripianare quelle lacune nel capitale il cui valore è “pertanto non comunicabile”. Riguardo al risanamento, l’unica strada è la fusione in quanto la nuova banca risultante dalla fusione degli asset “sarà in condizione di attrarre capitali privati, necessari per rimborsare l’intervento statale. Tutti obiettivi non perseguibili con una soluzione stand alone”.